domenica 10 settembre 2017

163- PESO FORMA E PSICOLOGIA Seminario di psicologia tenuto a ResPublica di Alghero. Questi e gli altri seminari li trovi su Youtube: Gian Luigi Pirovano seminari di psicologia
 
7 – Peso forma e psicologia

Peso forma e psicologia. Una prima precisazione: questa sera non parleremo né di anoressia, né di bulimia, né di vomiting. Sono problemi che vanno affrontati personalmente, in un rapporto diretto.
Voi sapete che su 100 persone che soffrono di anoressia, 7 muoiono , non ce la fanno. Per lo più sono ragazze, ma da un po' di tempo si vedono anche maschi anoressici.
Bulimia si ha quando uno si abbuffa e si crea uno strato di difesa di grasso.
Vomiting è il terzo grande problema legato al cibo. Si tratta di persone che appaiono normali nel peso, ma mangiano e poi vomitano compulsivamente. Mangiare e vomitare, mangiare e vomitare. E vomitare per lo più di nascosto.
Oggi invece trattiamo di persone comuni che cercano di avere un peso soddisfacente, ma fatta una dieta riprendono peso e si trovano sempre daccapo. Con un andamento a fisarmonica. Ne conoscete? Come fare ad evitare questo processo a fisarmonica utilizzando le conoscenze di psicologia.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha studiato il range del peso forma delle persone, legandolo ad altezza ed età. Ecco la formula dell'OMS: Kg: m2. . Questa formula ci dà il BMI (Body Mass Index) l'indice di massa corporea.
Se il risultato è inferiore a 18,5 siamo sottopeso.
Se il risultato è sopra 24,9 siamo sovrappeso di primo, secondo, terzo grado (obesità)
Fra 18,5 e 24,9 siamo ok.
La cosa interessante è questa: se prendo un'altezza qualsiasi, scopro che sono ok all'interno di un range abbastanza ampio. Ad esempio per un'altezza di 1,60 m il range va da 50 Kg a 63 Kg. Scoprirete che il range è sempre attorno ai 13 – 15 Kg. Cosa significa? Significa che è fondamentale il senso soggettivo di benessere: c'è chi si sente ok verso il limite inferiore, c'è chi si sente ok verso il limite superiore e così via. Ci può essere una persona alta 1,60 m che si sente ok, pieno di energie a 50 kg; un'altra invece che si sente in forma a 63 Kg. La sensazione è soggettiva.
La prima cosa che vi consiglio è questa: appena arrivate a casa fate i vostri calcoli con questa formula e vedete dove vi trovate.
Sapete che dovrete fare i conti però con la spinta sociale. Sapete dagli studi di arte, di letteratura, che fino alla prima parte del 900 la bellezza e la salute erano collegate nella mentalità comune alle forme rotonde, che erano anche segno di ricchezza. A partire dagli anni 50, con la crescita del benessere nel mondo occidentale, col nascere e lo svilupparsi della pubblicità a partire dalle grandi agenzie USA, gradualmente è venuta avanti l'idea della bellezza come magrezza.
Si è arrivati a delle esagerazioni da anoressia, fino al punto che qualche casa di moda ha provato a reagire e a fermare l'eccessiva magrezza. Avevano deciso di non accettare più modelle sotto un certo peso. Ma da un po', di questo movimento, non se ne sente più parlare.
Quindi sappiate, e questa è un'informazione molto importante (lo potrete afferrare sempre meglio quando faremo il seminario sull'ipnosi), che se facendo i vostri calcoli siete nel range giusto dell'OMS, sarà importante che vi diciate: condizionamento sociale e pubblicità andate a quel paese! Ditevi: "sono a posto e vedrò poi io in quale punto all'interno del range mi sento ok".
L'invito è quello della consapevolezza: provate a lavorare su qualcosa di oggettivo, andando oltre i messaggi, andando oltre la bolla ipnotica della società e dei mass media.

Questa sera cercherò di darvi un aiuto perchè abbiate degli strumenti per andare oltre questi condizionamenti sociali. Cercherò di aiutarvi a costruire una consapevolezza che diventi una competenza inconscia. Vi aiuterò a fare degli esercizi. E se voi questi esercizi o l'esercizio che sceglierete lo farete con costanza, ad un certo punto vi verrà automatico di fronte a un piatto dire a voi stessi un sì, un no, scegliere una quantità, ecc. Di fronte ad un pasticcino dire un sì, un no, il quanto, ecc.
Se noi lavoriamo e ci esercitiamo a comunicare col nostro inconscio ci può diventare facile fare delle scelte corrette e dire "va bne così, sono sazio", oppure "no grazie", oppure di fronte ad un invito al bar dire "grazie, ma sono a posto e vengo a farti comagnia". Se sto bene, se sento un buon equilibrio, perchè toccarlo?
Cose non facili quelle che vi sto dicendo.E credo che tutti ne siamo consapevoli. Ma il lavoro che adesso faremo mirerà ad aiutarvi ad andare in questa direzione, a creare dentro di voi una competenza inconscia che piano piano vi renda facile essere voi, di fronte a qualsiasi stimolo, a decidere serenamente.

Esercizio.
Provate ognuno di voi a individuare la frase negativa che ognuno di voi dice a se stesso quando non è soddisfatto del proprio peso. Potrebbe essere ad esempio "non sono Capace", "non ce la faccio", "non valgo", ecc. Provate, ognuno, a raccogliervi e a percepire se e che cosa il vostro inconscio vi fa arrivare di negativo rispetto al vostro peso. Se siete ok godetevela e state solo ad osservare quello che gli altri faranno.
Secondo passaggio: provate ora a trasformare quella frase in positivo. Ad esempio se la frase negativa è "non sono capace", il contrario sarà "sono capace di coltivare il mio peso forma",. Oppure se è "non valgo niente" pensando a tutti gli sforzi fatti in passato, il contrario sarà "io valgo e sono capace".
Queste due frasi saranno importantissime in tutto questo seminario: la frase negativa e in particolare la frase positiva, che è il nostro obiettivo.
Adesso, per chi se la sente, vi chiederò di chiudere gli occhi e ascoltare la mia voce. La chiusura degli occhi è utile per essere più concentrati, perchè stiamo lavorando per andare a mettere un seme dentro il nostro inconscio, perchè germogli e giorno dopo giorno, coltivandolo, dia frutti.
Chiudete gli occhi, fate un bel respiro, ascoltate il vostro respiro: è la vita dentro di voi, la vostra vita, unica e irripetibile. E mentre ascoltate la vostra vita dentro di voi immaginatevi col vostro peso forma. E a questa immagine metteteci i colori che vi piacciono, aggiungete una musica che vi piace, date a questa immagine una luce per voi gradevole, piacevole. A qualcuno piacerà soffusa, ad altri piacerà forte e decisa, molto luminosa, ecc.
E mentre avete dentro di voi questa immagine, con la luce che volete, coi colori che volete, con la musica che volete, dite dentro di voi la frase positiva che avete individuato. Sarà "io sono capace", sarà "io valgo", sarà "io posso", ecc.
E in questo momento, con la vostra mano destra battete alternativamente il vostro ginocchio o la vostra coscia destra con la mano sinistra e il vostro ginocchio o la vostra coscia sinistra con la mano destra, alternativamente.
E state lì a godervi, immersi in questa immagine positiva, coi colori, la luce, la musica che preferite e con la vostra frase positiva, tutto il tempo che volete. E riaprirete gli occhi quando vorrete.
Prima di proseguire vi devo una spiegazione: perchè vi ho chiesto di battere alternativamente sulle vostre cosce? Lo approfondiremo quando faremo il seminario sull'EMDR. Per ora vi basti sapere che è una tecnica tutta basata sul modo di lavorare del nostro cervello. Vedremo in quel seminario come con questa tecnica andiamo a stimolare i due emisferi cerebrali facilitando la loro sintonizzazione e la loro collaborazione.

Stiamo ora cercando di mettere un seme nel nostro inconscio in modo che germogli e possa lavorare per costruirci una nostra autonomia rispetto al benessere relativo al nostro organismo, al nostro peso. In sostanza si tratta di tecniche di autoipnosi (faremo anche un seminario sull'ipnosi).
Nell'autoipnosi è molto importante lo stato di rilassamento che si riesce a raggiungere. Prenderemo pertanto l'esercizio appena fatto e lo ripeteremo in una situazione di relax. Vi insegnerò tre tipi di rilassamento molto semplici, che ho già utilizzato nel seminario sull'ansia, e che oggi applicheremo al peso forma. Sono tecniche di rilassamento utili in molte occasioni, quando in particolare abbiamo bisogno di femarci un attimo prima di prendere delle decisioni.
Esercizio: rilassamento differenziale di Jacobson
Vi chiederò fra poco di riaccedere all'immagine di prima, coi suoni, colori, musiche che preferite, con quella frase positiva molto importante, mentre vi aiuterò a fare il rilassamento differenziale. Differenziale perchè rilasseremo in successione i vari arti. Jacobson ha dimostrato che con qusta tecnica, mentre si rilassa un arto nel modo che vi indicherò, si ha un effetto alone che va a diffondersi in tutto l'organismo.
Pronti? Chiudete gli occhi. Ascolta il tuo respiro, la vita che è dentro di te. Vai ora a quell'immagine col tuo peso forma, con quei colori, quella luce, quella musica e con quella frase positiva che ti dà forza. E mentre sei lì visualizza la tua gamba destra, il piede, il tallone, il polpaccio, la coscia, il gluteo. Stringi più forte che puoi tutta la tua gamba destra e una volta che l'hai tesa al massimo abbandonala di colpo. Ora aspetta un momento e poi ripeti.
Ora visualizza la tua gamba sinistra e ripeti il procedimento due volte.
Visualizza il tuo braccio destro e ripeti il procedimento per due volte.
Lo stesso per il tuo braccio sinistro.
Ora visualizza la tua spina dorsale: le cervicali, le dorsali, le lombari. E per rilassare tutta la colonna vertebrale riempi completamente i tuoi polmoni e poi espella di colpo tutta l'aria..
Ripeti dopo un po' una seconda volta.
Visualizza ora il tuo collo e per rilassarlo muovi verso i due lati la testa per un po' e poi abbandonala. Ripeti.
Nel volto si concentrano molte tensioni: strizzale facendo mille smorfie e poi, abbandonando tutti i muscoli del volto, rilassalo­
Ripeti.
E ora che hai fatto tutto questo vai a stimolare la sintonia dei due emisferi battendo alternativamente sulle tue cosce, mentre continui a stare dentro l'immagine di te stesso col tuo peso forma. E stai lì a goderti queste sensazioni in questo stato di relax e di benessere. E riaprirai gli occhi quando vorrai.

Quando vi invito a mettere i colori, la luce, la musica che preferite, in psicologia si parla di "submodalità". Le vedremo meglio quando faremo il seminario sulla PNL (Programmazione Neuro Linguistica).
Esercizio: il rilassamento della spiaggia

Un suggerimento: il movimento di stimolazione dei due emisferi lo si può fare anche fin dall'inizio. Io ve lo indicherò alla fine, ma tenete presente che potete inserirlo in qualsiasi momento voi lo crediate, anche fin dall'inizio.
Chiudi gli occhi, fai un bel respiro, porta l'attenzione al tuo respiro: è la vita dentro di te, la vita che hai ricevuto e che ora è tua, unica e irripetibile. Vai ora alla tua immagine col tuo peso forma, con le submodalità che preferisci, i colori, la luce, la musica che preferisci. E con la frase positiva che ti dà forza, ti dà il senso della consapevolezza della tua capacità di gestire il tuo peso forma.
Mentre sei dentro tutto questo immagina di trovarti verso una spiaggia: ci sono 5 gradini per scendere alla spiaggia. E' bella, come piace a te. C'è la luce la temperatua che preferisci. Immagina.
Ora sei sul primao gradino, in alto. Fai un bel respiro e scendi sul secondo gradino, e ti rilassi.
Ora che sei sul secondo gradino fai un bel respiro e scendi sul terzo gradino, e ti rilassi.
Ora che sei sul terzo gradino, fai un bel respiro e scendi sul secondo gradino, e ti rilassi.
Ora che sei sul secondo gradino fai un bel respiro e scendi sul primo gradino, e ti rilassi.
Ora che sei sul primo gradino fai un bel respiro e scendi sulla spiaggia e vai con calma a sdraiarti dove preferisci, e goditi quella temperatura giusta, quella brezza giusta, quello sciabordio dolce del mare, e ti rilassi. Stai bene. E stimola i due emisferi. Stai lì tuto il tempo che vuoi e coltiva quella tua immagine di peso forma e la frase positiva.
E riaprirai gli occhi quando vorrai.

E siamo a due esercizi fra i quali scegliere o assumendoli ambedue. Stiamo così mettendo il seme in un terreno che così coltiviamo, innaffiamo, teniamo smossa la terra. Perchè il seme cresca e dia frutti, l'allenamento psicologico è fondamentale, ogni giorno in modo che diventi connaturato in noi.

Esercizio: il posto sicuro
Ognuno di noi ha dei momenti nella propria vita, che quando va lì col ricordo, quando vi si immerge col ricordo sta bene, si sente felice, sereno. Dimenticate tutto ciò che c'è attorno e se vi concentrate su quel ricordo è bellissimo. Noi lo chiamiamo in psicologia "posto sicuro" nel quale rifugiarsi. Può essere un'immagine, o una situazione, da soli o in compagnia.Se ci vengono in mente più situazioni allora la chiamiamo una "galleria" di quadri, di video, la nostra galleria d'arte personale. Nella nostra galleria personale possiamo andare ogni volta che vogliamo e caricarci di cose belle, di energia.
Utilizzeremo questo posto sicuro che ognuno di voi ha individuato. Potrà poi anche cambiare nel tempo, man mano che vi eserciterete giorno dopo giorno, pescando nella vostra galleria personale. Un consiglio: scegliete quello che vi è di più immediato accesso.
Come usarlo? Quando vi vien voglia di mangiare qualcosa, fermatevi, accedete al vostro posto sicuro immediatamente, aggiungete la vostra immagine di peso forma, e poi , immersi in questo clima decidete. Allenandovi sceglierete di sicuro la cosa giusta da fare per il vostro benessere, per il vostro peso forma..

Chiudi gli occhi, fai un bel respiro, ascolta nel tuo respiro la vita che è dentro di te, e vai alla tua immagine di peso forma, con le luci, i colori, le musiche che ti fanno star bene, e con la frase positiva che ti dà forza, energia.
E mentre sei immerso in tutto questo vai al tuo posto sicuro e goditelo col tuo peso forma, con la tua frase positiva., con la sodisfazione che tutto questo ti dà.
E ora stimola i due emisferi.e stai lì tutto il tempo che vuoi. E riaprirai gli occhi quando vorrai.

Adesso c'è una domanda. Io vedo il mio peso forma, faccio il primo, o il secondo, o il terzo esercizio, o tutti e tre perchè me la godo, mi piace, mi stimola, ma ho bisogno che tutto questo si proietti non solo in questo momento, ma anche nel breve periodo, nel medio periodo, nel mio futuro.
Vi chiederò per questo di scegliere uno di questi tre esercizi, farlo autonomamente, ma muovendo l'immagine. Finora ognuno vedeva se stesso nel proprio peso forma in una situazione senza tempo. Ora vi chiedo di inserire nel tempo tutto questo: muovere la vostra immagine vedendovi fare le cose giuste oggi, domani, nei prossimi giorni, fra un anno, due anni, in futuro.
E vedendovi star bene, facendo le cose giuste per il vostro peso forma.

Esercizio: peso forma nel tempo
Andiamo a lavorare sul breve, medio e lungo periodo.
Chiudi gli occhi, fai un bel respiro e porta l'attenzione al tuo respiro, la vita che è dentro di te, unica e irripetibile, l'hai ricevuta e ora è nelle tue mani.
Vai ora alla tua immagine di peso forma, coi colori, la luce, la musica che preferisci. Con la frase positiva. Scegli ora il rilassamento che preferisci e una volta rilassato immaginati nel tempo, oggi, nei prossimi giorni, nei prossimi mesi, nei prossimi anni ... soddisfatto, sicuro, sereno nel gestire il tuo peso forma, attento, con soddisfazione, con piacere, ai sì e ai no, sorridendo.
E stai lì,tutto il tempo che vuoi, sulla tua linea del tempo, immaginando la costanza, la sicurezza dei tuoi comportamenti, la costanza del tuo collegamento col tuo inconscio, coi semi germogliati nel tuo inconscio, che man mano ti conducono a prendere le decisioni corrette per il tuo peso forma, giorno dopo giorno, passo dopo passo.
E quando vuoi stimola i due emisferi per tutto il tempo che vuoi.
E riaprirai gli occhi quando vorrai.

Ora abbiamo un altro interrogativo. Il primo era sul tempo. Ora, dopo tutto questo lavoro è molto probabile che sorga un dubbio, una vocina dentro di voi che fa un'obiezione. E' chiaro che questa vocina crea dei problemi. Come faciamo ad andare oltre serenamente, coltivando la fiducia e rasserenando la vocina?
Questa vocina ha sicuramente un'intenzione positiva. Provate a chiedervi quale può essere la sua intenzione positiva. Può essere diversa per ognuno di voi. Forse dirà: quante volte hai tentato, non ce la farai! E cose simili. Cioè ritorna in modi diversi la frase negativa iniziale, e sbuca fuori da qualche parte col tarlo del dubbio.
Sarebbe un errore prendere a calci questa vocina. Non funziona, perchè è una parte di noi e non ha senso prenderci a calci da soli. Allora, ogni volta che sentiamo questa vocina dubbiosa e ci opponiamo, lei diventa più forte. Se invece sorridiamo e le diciamo: tu mi vuoi bene e vuoi mettermi sull'avviso, quindi grazie di tutto questo. E poi: la voce positiva che avete coltivato finora immaginate di metterla in una mano davanti a voi, l'obiezione immaginate di metterla nell'altra mano, dicendole "grazie che mi stai mettendo sull'avviso." Poi chiudendo gli occhi immaginate di avvicinare le due mani e avvicinatele davvero, lentamente, facendo lavorare l'intenzione positiva dell'obiezione, con la frase positiva. E osservate come si integrano, quale messaggio emerge dal loro dialogo, dalla loro integrazione. In modo che l'intenzione positiva man mano si tranquillizzi, sentendo la consapevolezza e la forza della frase positiva.

In generale, quando noi sentiamo qualcosa dentro di noi che va contro noi stessi, ribellandoci, prendendoci da soli a schiaffi lei si rafforza. Se invece ci diciamo che il nostro inconscio ci sta dando un segnale possiamo metterci nell'atteggimento di capirla, di cogliere qual è l'intenzione positiva per integrarla con le nostre parti più forti, più positive, più creative.
Non siamo dei, abbiamo tutti pregi e limiti, sicurezze e timori. Le nostre parti problematiche non vanno prese a calci, ma ascoltate e capite, per integrarle e trasformarle con l'allenamento, col lavoro psicologico. Vanno avvicinate alle nostre parti forti, a questi semi che stiamo cercando di mettere nel nostro inconscio, fino a trovare un equilibrio. E' l'esercizio di integrazione delle parti.

Esercizio di integrazione delle parti

Chiudete gli occhi.
Fai ora un bel respiro e porta l'attenzione al tuo respiro, la tua vita.
Vai ora all'obiezione che senti dentro di te e chiediti qual è la sua intenzione positiva, l'intenzione positiva che ti sta segnalando.
Rilassati ora con uno degli esercizi di rilassamento immaginandoti col tuo peso forma.
Poi metti sulla tua mano destra la frase positiva relativa al tuo peso forma, quella frase che hai utilizzato in tutti gli esrcizi precedenti. Nella mano sinistra metti l'intenzione positiva dell'obiezione.
Ora ringrazia l'intenzione positiva che hai nella tua mano sinistra. Poi lentamente avvicina le mani una all'altra, lentamente, e ascolta cosa avviene in voi avvicinando sempre di più frase positiva e intenzione positiva. Avanti fino a che senti che la tua frase positiva si arricchisce dell'intenzione positiva, la tranquillizza con decisioni forti, sicure, tranquille, la prende per mano, le dà fiducia.

E mentre sei in questo stato di ricerca di integrazione fra le due parti, mentre senti che il tuo inconscio man mano si rasserena, stimola i due emisferi cerebrali per incentivare il processo.
E quando senti che l'integrazione c'è unisci pollice e indice della tua mano destra e collega consapevolmente questo gesto a questo stato di benessere, di soluzione, di integrazione.
E aprirai gli occhi quando vorrai.

Ora chiudi di nuovo gli occhi, unisci velocmente pollice e indice e vai immediatamente a quello stato di integrazione. Stai lì e riaprirai gli occhi quando vorrai.
Ripeti ancora velocemente.
Ripeti ancora velocemente.

Questo in Programmazione Neuro Linguistica (PNL e faremo un seminario sulla PNL) si chiama ancoraggio. Cioè noi possiamo ancorare uno stato d'animo ad un gesto, ad un suono, ad un luogo, a una parola, a un movimento, e ad un'immagine, ecc. Allenandoci, alla fine ci può bastare quel gesto per entrare immediatamente in quello stato d'animo che abbiamo "ancorato".

giovedì 3 agosto 2017

162 - LA CONOSCENZA E IL CREDERE Seminario di psicologia che ho tenuto presso Res Publica, Alghero. L'audio di tutti i seminari lo trovi su youtube: "Gian Luigi Pirovano seminari di psicologia".

 
6 - La conoscenza e il credere
Fra relativismo e assoluto: so che non so, per questo so.

E' un tema molto delicato perchè va a toccare un po' alcune domande fondamentali della nostra vita: cos'è la conoscenza, cos'è il credere. Quindi lo tratterò con molta delicatezza, ma anche con molta chiarezza.
Il concetto centrale da cui partire è che ognuno di noi viene da un contesto culturale diverso e molto preciso: dove ognuno di noi è nato, in che ambiente è cresciuto, ecc. Se alcuni di noi fossero nati in Iran penserebbero in maniera diversa, avrebbero un concetto di verità diverso. Questo è il punto di partenza fondamentale. Se qui noi tutti siamo nati in Italia, o in Europa, ognuno di noi si porta dentro il punto di vista occidentale. Voi lo sapete che per molti secoli siamo vissuti nell'illusione di avere in mano la verità.
Abbiamo governato per molti secoli il mondo.
Abbiamo schiavizzato moltissimi territori.
La consapevolezza di questo, la consapevolezza di aver creduto di avere in mano la verità è importante, per noi, per gli africani, per gli asiatici, per le americhe. Abbiamo dominato il mondo e i nostri dominati, come noi, credevano e credono di avere in mano la verità. Solo con la consapevolezza di questo fenomeno culturale possiamo fermarci e riflettere.
Con la crisi del mondo occidentale vediamo sempre più venire avanti il relativismo. Relativizzare ognuno la propria cultura è fondamentale per provare a vivere sullo stesso pianeta; evitando però, cosa non facile, il rischio di un relativismo completo, assoluto, cioè il dirsi: ognuno può pensare come gli pare, non c'è più nulla di vero. Trovare un equilibrio è estremamente difficile, ma necessario per la convivenza in un mondo globalizzato.
Che ognuno di noi abbia presente la relatività della propria cultura è fondamentale, ma questo non significa che non possiamo arrivare a dire se una cosa è giusta o se una cosa è sbagliata.
Calcolate che oggi sul nostro mappamondo ci sono circa 250 nazioni: tante storie, tante origini, tanti modi di pensare, e anche qui nel nostro gruppo, sicuramente ci sono tanti modi di pensare secondo la storia di ognuno di noi. Ma ancora di più, ci dice la psicologia, dentro ognuno di noi: quante volte vi siete trovati a dirvi sarà giusto questo o quest'altro, faccio questo o faccio quest'altro Dentro ognuno di noi ci sono strade, percorsi e continumente nella nostra vita ci troviamo a scegliere, fidandoci delle nostre sensazioni, e sapendo che sono sensazioni, convinzioni che ci vengono da una storia, e che se fossimo nati in un'altra parte del mondo avremmo sensazioni e convinzioni diverse.
Non so se voi ricordate Bertrand Russell. Ha scritto la storia del pensiero del XX secolo. Nel capitolo sul nazismo conclude con questa frase: io non giudico, perchè so che se io fossi nato allora in una famiglia tedesca, probabilmente, senza rendermene conto, sarei stato un nazista.
Ora, con la crisi del mondo occidentale che dall'aver governato il mondo si trova oggi a non riuscire a risolvere i problemi in Libia, in Siria, il problema delle migrazioni, ecc. nel mondo ci sono più di 30 guerre. Noi ne conosciamo solo alcune, quelle di cui i mass media parlano. Ricordate il colonialismo a partire dal 1492 e ora il neocolonialismo per contrallare le materie prime che servono a noi. Conquista, colonialismo, sfruttamento, apparente fine del colonialismoe inizio del neocolonialismo oggi, d'intesa con le élite locali dei vari Stati, per continuare a sfruttare le risorse utilizzando le popolazioni lasciate in povertà.
Colombo 1492. Ma ecco un'altra storia: gli Arabi erano arrivati fino in Spagna e nel 1492 avviene qualcosa che cambia la storia d'Europa, e blocca anche quell' intreccio di culture che col mondo arabo stava avvenendo in Europa. Granada. Cosa succede a Granada nel 1492? Era in mano ai mussulmani e cade, viene riconquistata e da lì parte la "réconquista" e la cacciata degli Arabi. I mussulmani in Spagna interagivano con le diverse culture: cattolici, ebrei, ecc. La réconquista blocca tutto questo intreccio di culture in Europa! E oggi ci troviamo a fare i conti con una parte del mondo mussulmano, non quella dell'intreccio fra culture, ma quella fondamentalista.
Noi vediamo tanti approcci che oggi tendono a difendere la propria cultura. Lo vediamo in Italia, lo vediamo in Europa. Tentativi di difesa. In realtà quello che noi osserviamo è che da sempre le culture si intrecciano. Il colonialismo ha dato e ha preso. Ha dato tecniche e ha preso materie prime. Attraverso meccanismi di distruzione pazzeschi. E' stato uno scambio. L'Europa è cambiata, ha imparato molto bene ad esempio ad opprimere. Ha dato oppressione. Ha dato modelli culturali che hanno contribuito a scardinare le comunità locali. Uno scambio tragicamente impari.
Oggi siamo in una globalizzazione, in una rapidizzazione che renderà inevitabile questo miscuglio di culture. Non sappiamo quando vi si arriverà, ma è inevitabile nonostante le resistenze. E non sappiamo se avverrà attraverso nuove oppressioni e nuove cancellazioni di culture locali.
Per la prima volta il mese scorso il cardinale di Milano ha detto in maniera molto chiara: è ora che noi assieme alle feste cattoliche del Natale, Pasqua ecc. istituiamo anche le feste mussulmane. E' un passo enorme. Non so quanto ci impiegheremo. Io non lo vedrò, forse neanche voi, forse lo vedranno i figli dei più giovani fra voi, ma è inevitabile questo mescolarsi di culture, imparando reciprocamente gli uni dagli altri.
E per fortuna quella che era la potenza del mondo occidentale sta dando i segni di grande difficoltà, di crisi culturale. Una cosa interessante è che la crisi, le domande che il mondo occidentale si sta facendo sulla propria cultura, sull'integrazione con gli altri, vanno di pari passo con le domande sul rapporto uomo donna. Dagli anni 60 qui da noi c'è stata una presa di consapevolezza del mondo della donna, e un interrogarsi sempre di più da parte dell'uomo. Un po' in parallelo con la perdita di sicurezza del mondo occidentale, perdita di un potere che era totale, ecco il farsi molte domande da parte di un mondo maschile che dominava e che ora si chiede come rapportarsi ad un mondo femminile nuovo, più consapevole di sè. Un fenomeno simile a quello che sta avvenendo oggi fra le diverse culture. Con un mare di resistenze del maschile, con un mare di resistenze del mondo occidentale.
Al di là delle resistenze le integrazioni sono inevitabili. Marshall McLuhan, se ricordate, un grande teorico della comunicazione, già negli anni 50 parlava di "villaggio globale".
L'occidente è in crisi, la democrazia è in crisi. La democrazia credeva di avere in mano gli strumenti giusti, ma a Boston ne stanno studiando tutti i limiti (faremo un seminario sulla scuola di Boston) e si sta lavorando per una postdemocrazia, per la "gestione creativa dei conflitti". E' necessario che le regole che vedete in parlamento subiscano dei cambiamenti sostanziali perchè la legge della maggioranza non funziona più. La minoranza non aspetta che di diventare maggioranza e bloccare o cambiare quello che è stato costruito. Fra costruzioni e distruzioni non si va da nessuna parte e la società è in difficoltà. E' necessario sperimentare nuove regole, ad esempio le regole del "confronto creativo" della scuola di Boston.
Qui a Res Publica stiamo cercando di applicare i principi del confronto creativo. Stiamo riuscendo a trovarci ogni lunedì sera da quasi due anni e a prendere decisioni senza mai arrivare a votazioni. Si discute, si decide assieme e se qualcuno ha delle obiezioni si continua a discutere fino a trovare una soluzione condivisa.
Ci troviamo oggi nel mondo nella situazione in cui alla domanda: chi ha in mano la verità? chi ha in mano le chiavi vere? non ha risposta. Stiamo cercando di trovare nuove chiavi adatte a questo meccanismo di globalizzazione, per riuscire a convivere in un modo diverso, che non è più quello della vecchia democrazia.
Anche se per ora non abbiamo uno strumento migliore. Churchill diceva: la democrazia è una brutta bestia, ma per ora non conosciamo una bestia migliore.
A Boston ci stanno lavorando, dagli anni 80, e per ora il governo federale USA ha dato indicazione a tutti gli Stati federali di applicare il metodo Boston nel fare i regolamenti delle leggi più importanti.
A questo punto dobbiamo parlare di scienza. Un luogo comune è che la scienza ci dà certezze. Non è così. Lo scienziato parte dal presupposto che ciò che si sa è ciò che oggi funziona meglio, ma cerca coninuamente quali sono i punti deboli per poterli affrontare e andare avanti.
Quindi fra il relativismo e la concezione dell'assoluto, della verità, la scienza non è mai nell'assoluto. La scienza, se dovesse stringere direbbe: noi non conosciamo perchè l'area di non conoscenza è enorme. E più conosciamo, più ci rendiamo conto dell'immensità crescente di ciò che non conosciamo.
Immaginate una spirale che da un inizio piccolissimo diventa sempre più grande.
La conoscenza continua a crescere come in questa spirale, ma osservate: più la spirale cresce, più la superficie del cerchio diventa grande e il numero delle domande cresce.
200.000 anni fa, quando la nostra razza, l'homo sapiens sapiens è nato, la conoscenza era poca, il centro della spirale, oggi è tantissima, ma se forse l'uomo all'inizio credeva di sapere tutto, oggi, più conosciamo, più le domande aumentano. Questo è un fenomeno che gli scienziati hanno sempre presente.
Credevamo che la Terra fosse ferma e oggi sappiamo che giriamo a 900 km all'ora; credevamo di essere il centro dell'universo e scopriamo di essere un pianetino in mezo ad un'immensità; credevamo di essere il centro della vita, e oggi sappiamo che la nostra stirpe non ha le caratteristiche delle specie che durano molto, come i coccodrilli o le tartarughe e siamo destinati a finire piuttosto velocemente e la Terra neanche se ne accorgerà. Gli studiosi ci dicono che tutte le specie che trovano nelle rocce e che oggi non ci sono più rappresentano il 99,9%, mentre tutte le specie oggi viventi rappresentano solo lo 0,1% di tutte le specie apparse sulla Terra.
Voi forse sapete che è stata fissata una data: 16 luglio 1945. Per chi sa di gologia noi siamo nel quaternario e in particolare nella fase che si chima olocene. I geologi hanno stabilito che il 16 luglio 1945 è teminato l'olocene, che è durato circa 10.000 anni, e siamo entrati in una nuova era, l'antropocene. Questo a significare che se prima erano i fenomeni naturali a determinare lo stato della Terra, oggi per la prima volta anche l'uomo è diventato un fattore di cambiamento dello stato della Terra.
Il 16 luglio 1945 è la data dello scoppio della prima bomba atomica sperimentale negli USA. E siamo entrati nell'antropocene. Quanto duerà? Quanto durerà ancora la specie Homo sapiens sapiens?
Sappiamo che il cammino per arrivare a noi è iniziato 65 milioni di anni fa quando i dinosauri sono spariti e i piccolissimi mammiferi di allora hanno avuto modo di cominciare a svilupparsi. Noi homo sapiens sapiens ci siamo da 200.000 anni e non siamo una specie in grado di durare milioni di anni. Quindi: godiamoci la vita!
Se noi andiamo alle radici della nostra cultura, perchè è con questo che dobbiamo fare i conti, e poi integrare, riflettere, metterci assieme con gli altri .... scopriamo che nel settimo-sesto secolo avanti Cristo è successo qualcosa .Qualcuno ricorderà: Anassimandro, i presocratici. Anassimandro fa un passo incredibile, che però non avrà sèguito se non con la rivoluzione francese. Siamo a Mileto, sulla costa della Turchia: noi diciamo che veniamo dalla cultura graca, in realtà veniamo da qualcosa di più ampio, che prende tutto l'oriente. Ecco: fin dall'inizio dell'umanità il mondo degli dei, delle religioni è stato dominante, e fino ad oggi. Anassimandro è il primo, nel 600 avanti Cristo, che comincia, novità assoluta, a spiegare il mondo prescindendo dagli dei, senza ricorrere agli dei.
E' il primo che dice: la pioggia è semplicemente l'acqua che evapora e poi in alto si accumula, diventa pesante e scende; i tuoni? Sono le nuvole che si scontrano.
Poi arriverà Aristotele e la nostra cultura si baserà su Aristotele. Se Anassimandro avesse avuto fortuna forse tutto si sarebbe sviluppato in altro modo, forse senza medio evo. Aristotele dice: c'è la verità e la individua nella catena causa effetto, causa effetto, ecc. Inizia la ricerca della Verità con V maiuscola, che darà spazio a molte oppressioni, perchè se credo di avere la verità non c'è più spazio per altro, per altri modi di pensare.
Quando nel 380 dopo Cristo Teodosio dichiarerà la religione cristiana come religione dell'impero succederà il finimondo. Si distruggono i templi, si uccidono quelli che non la pensano in un certo modo: quello che fa oggi l'ISIS lo hanno fatto i nostri antenati. La biblioteca di Alessandria viene distrutta dai cristiani, e solo qualcosa è rimasto in qualche biblioteca privata araba. Nel 1400 partirà la riscoperta di qualche testo e ripartirà il percorso verso la conoscenza, verso l'illuminismo. Si è vissuta la distruzione del pensiero, l'istaurarsi del pensiero unico. Le dittature del 900 in Europa ci hanno fatto capire molto bene cosa significa pensiero unico.
Anassimandro viene messo in disparte. E dovremo arrivare nel 1400 per una ripartenza. Ma sarà un cammino ancora lungo perchè se osservate tutte le opere d'arte e i testi di quei secoli dal 400 in poi, la divinità continua ancora ad essere qualcosa di scontato.
Bisognerà arrivare all'illuminismo, al 1789 se vogliamo fissare una data, quella della rivoluzione francese, per riportare in primo piano la ragione, quello che nel 600 avanti Cristo aveva intuito Anassimandro. Vediamo allora cosa con la nostra ragione riusciamo a capire:

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io io io io
io io io
inconscio

Al centro ci sono i nostri io, noi, le nostre consapevolezze.
In basso c'è il nostro inconscio, la nostra storia antica e la nostra storia personale sedimentata nel più profondo. Molto difficile da raggiungere.
In alto ecco la linea della nostra ragione e del limite della nostra ragione: oltre quel limite ci sono tutte le domande fondamentali sulla vita e sappiamo che non avremo mai la risposta. L'epistemologia oggi ci mostra quali sono i limiti della nostra ragione. Oltre quel limite c'è il regno della totale libertà, il regno delle filosofie, delle religioni, dei miti, c'è l'ateismo, c'è l'agnosticismo, c'è il cristianesimo, c'è l'animismo, ecc. Tutto legittimo perchè indimostrabile. Con una sola attenzione: nessuno osi dire che il suo modo di vedere oltre quella linea è il modo giusto, il modo vero.
L'insieme di tutto questo schema è la realtà, ma noi ne raggiungiamo un pezzettino soltanto, forse. Oggi riusciamo addirittura a dire che tutta la materia e l'energia che conosciamo è solo il4% della realtà. Il resto lo chiamiamo materia oscura ed nergia oscura. Ricordate la tavola di Mendeleiev? Ebbene, sappiamo che tutta la realtà che conosciamo è costituita da quegli elementi, ma è solo il 4% della realtà. Gli astrofisici ci dicono che ci sono segnali che indicano che c'è altro, ma non sappiamo cosa sia.
Il compagno di Einstein, Wheeler, ci dà una formula: δ.δ˭0 che si legge: il bordo di un bordo è identico a zero. Wheeler era ossessionato dal problema della realtà. Wheeler dice: guardiamo la nostra vita, noi veniamo dal niente, da un confine, un bordo. Prima non ci siamo, poi due persone si incontrano, un uovo e uno spermatozoo si incontrano e ci siamo, ecco il bordo del nulla da cui veniamo. Viviamo e poi ad un certo punto questi 50 trilioni di cellule che formano il mio corpo decidono di non collaborare più e tutto finisce: ecco l'altro bordo. E il bordo di un bordo è identico a zero: siamo niente, dice Wheeler. Detto questo io aggiungo: godiamoci la vita.
Quindi ognuno di noi ha un modo di vedere che dipende da mille variabili. Da 200.000 anni la nostra specie si sviluppa con queste infinite varietà di elementi. Notate che quell'albero dei due nostri progenitori viene definito come l'albero della conoscenza: condannati perchè volevano conoscere! E oggi sappiamo che il cammino della conoscenza ha dei limiti, i limiti di quelle due linee sopra e sotto l'io nel disegno. E' quindi fondamentale abbracciare Socrate che dice: so che non so.
So che non so e nello stesso tempo valorizzare ognuno di noi, al di là dei nostri limiti. La consapevolezza che ognuno di noi può dare molto attraverso la propria esperienza, le proprie sensazioni. Può dare tanto, ognuno di noi vale, ognuno di noi è importante, quindi rispettare le idee, cercare di capire. Sono i principi del "Confronto creativo" della scuola di Boston. Rispttarsi e ascoltarsi reciprocamente è l'unica strada che abbiamo, l'unico punto di appoggio che abbiamo.
Sopra la linea dell'io tutte le teorie sono valide. Lì c'è la psicanalisi, lo yoga, la meditazione, il thai chy, le religioni, le filosofie, ecc L'unica domanda è: mi aiuta a star bene? E' l'unica domanda e poi tutto ha legittimità. E' lo spazio della totale libertà. Dio esiste? Nessuno l'ha mai dimostrato, ma anche nessuno ha mai dimostrato che non esiste. Rispetto e totale libertà. Io possso scegliere quello che mi aiuta a star bene e ho il diritto di farlo e ho il dovere di farmi rispettare, e ho il dovere di rispettare la scelta degli altri.
Là dove la ragione non arriva, là è il regno della totale libertà, con una sola condizione, lo ripeto: che nessuno osi dire che la mia scelta di credere in dio, in maometto, nella,natura, di essere ateo, di essere agnostico, ecc. è la verità.
E qui arriviamo al nocciolo. La nostra società dopo la rivoluzione francese, dopo l'illuminismo, 1700, grande secolo di svolta. Si recupera Anassimandro e si comincia a lavorare decisamente con la nostra ragione, cercando di capire quanto ci è possibile capire, e là dove non abbiamo strumenti per capire, totale libertà, fondamentale rispetto per le scelte di ognuno, augurando ad ognuno di scegliere ciò che lo fa star bene. Cosa non facile.
Non facile perchè un biologo, Henry Laborit, ha dimostrato che il nostro organismo, quando si abitua a qualcosa, anche se sta male, preferisce continuare a star male, dentro un male che conosce, invece che affrontare un cambiamento che non conosce.
Per questo l'augurio è che ognuno riesca a scegliere, fra le cose indimostrabili, ciò che lo aiuta a star bene. Ho smesso da tanto tempo di chiedere alle persone in che cosa credono, ma scelgo di osservare che cosa fanno. Cosa fai? Se dobbiamo prendere delle decisioni ci si confronta, confronto creativo. Cosa fai? Come rispondi a questo problema che dobbiamo risolvere? Cosa risponde al tuo bisogno di serenità, di equilibrio?
Stai bene? Ok, spiegami come ti muovi nella tua vita e forse posso imparare qualcosa.
Stai male? Fatti dare una mano da qualcuno perchè potresti essere bloccato, come mostra Laborit, su qualcosa che continui a ripetere perchè sei abituato a quello. Magari quel modo di fare ha funzionato in una situazione, ma ora non riesci a vedere che le situazioni forse sono cambiate e continui a ripetere lo stesso meccanismo, mentre c'è bisogno di un cambiamento.
Quella di Laborit è una conquista molto importante.
Due ultimi flash. Il primo sulle religioni. Tutta la storia delle religioni ci mostra che la religione ha la stessa età dell'uomo. 200.000 anni a fronte di 3 secoli dall'illuminismo in poi. Solo da poco quindi abbiamo recuperato la dignità della ragione. E non c'è bisogno che vi ricordi tutta la gente uccisa perchè la pensava diversamente.
Ora 3 secoli cosa sono rispetto a 200.000 anni? E' molto chiaro che il modo di pensare delle varie religioni durerà ancora tantissimo. E' molto difficile questo percorso verso la consapevolezza dei limiti dei nostri strumenti di conoscenza e quindi dell'importanza della libertà di scelta là dove la ragione non piò arrivare. E' molto difficile.
Se andiamo a vedere gli studiosi delle religioni ci dicono proprio questo: la religione c'è sempre stata e sempre ci sarà nel senso che Rapaport (Cambridge) con altri studiosi, dice: la religione è uno strumento di organizzazione sociale. Pensate ai riti nel nostro contesto dove la religione cattolica è preponderante. Mi meraviglio sempre quando vedo la gente che battezza o fa la comunione o la cresima a un figlio. Chiedo: quindi sei credente, mi puoi spiegare cos'è il battesimo, la comunione, la cresima? Difficilmente mi si risponde con le motivazioni di fondo, perchè spesso mi si dice "è una festa!". Riti sociali. I sociologi parlano di cattolicesimo sociologico, cioè vuoto di contenuti, ma rituale.
Riflettiamo poi su una cosa più delicata: qui siamo in una valle di lacrime, poi c'è il paradiso. Ebbene, un cattolico muore e passa dalla valle di lacrime al paradiso, ma in realtà vediamo un mare di gente che piange. Mia madre è morta a 96 anni. Mio fratello che è frate Cappuccino in Camerun mi dice che i suoi parrocchiani hanno fatto un mese di balli e canti, un mese di festa: quelli hanno capito il messaggio e lo vivono!
Fin dall'inizio, da 200.000 anni la religione ha avuto una funzione importantissima dal punto di vista sociale, nonostante tutte le distorsioni che possiamo elencare e che vediamo ogni giorno. Ma al di là delle distorsioni ognuno è libero di scegliersi o di stare nella religione che sceglie o in cui è nato. Siamo nel regno dell'inconoscibile e quindi della totale libertà.
Nessuno ha mai dimostrato nulla sugli dei, nè che esistono, nè il contrario, perchè non è in mano nostra, non è nelle capacità della nostra ragione. Quindi massimo rispetto: basta che tu rispetti le mie scelte e io le tue. Vediamo invece al di là di quello che pensiamo e che aiuta ognuno di noi a vivere, vediamo cosa facciamo, cosa decidiamo,
Questo è il mondo che speriamo venga avanti e porti i frutti di quel passo iniziato da Anassimandro 2.600 anni fa, dimenticato, poi ripreso nel 700 con l'illuminismo.
Avete sentito la parola "rapidizzazione"? E' una parola che ha fatto colpo perchè l'ha usata Bergoglio. E' molto significativa perchè ci dice che quanto più passa il tempo più le cose avvengono rapidamente. Questa è una speranza, che la capacità di rispetto reciproco si faccia avanti rapidamente col "confronto creativo".
Un'ultima cosa: qual'è la scienza che sta alla base di tutto quello che vi ho detto oggi sulla conoscenza e sui limiti della nostra conoscenza? Si chiama (l'avrete sentita tante altre volte) epistemologia, cioè il discorso sulla conoscenza.
C'è una tappa importante: 1832, Galois, matematico. Aveva circa 30 anni, si accingeva ad un duello la mattina dopo, e morirà. Tutta la notte l'ha passata a scrivere e a sviluppare la teoria degli insiemi, una teoria ancora fondamentale oggi in tutte le scienze. Con la teoria degli insiemi pone le basi dell'epistemologia.
Ci saranno altri passi avanti con Russel e la teoria dei tipi logici, importante pr capire le nostre capacità e i nostri limiti, l'epistemologia.
Poi ci sarà Gödel esattamente un secolo dopo Galois nel 1932-3, con i teoremi dell'incompletezza. Ci dice che nessun sistema è completo ed è in grado di guardare se stesso, bisogna uscire dal sistema. Per parlare di un insieme devo uscire dall'insieme. Noi siamo un insieme, ma l'insieme non fa parte di noi: per fare affermazioni sul nostro insieme dovremmo poterne uscire, cosa impossibile. Nessun sistema può parlare correttamente di se stesso. Per capire il sistema uomo passo da domanda in domanda, ma ad un certo punto, a forza di salire da domanda in domanda dovrei uscire dal sistema e guardarlo da fuori: non mi è e non ci è possibile.
Poi ci sarà un altro personaggio importante in epistemologia: Bateson. Ma fermiamoci qui, al punto centrale, ai teoremi dell'incompletezza di Gödel. E auguri di un buon allenamento al "confronto creativo" (sarà il tema di un prossimo seminario).

sabato 1 luglio 2017

161- I SOGNI Seminario di psicologia pratica "in un'ora" tenuto presso Res Publica, Alghero. L'audio dei vari seminari si trova su Youtube: "Gian Luigi Pirovano seminari di psicologia"


Seminario n°5 : I SOGNI

Oggi ci occupiamo di sogni e incubi: come gestirli.
Ho pensato che come tutte le cose umane, anche questa iniziativa ha i suoi limiti. Voi siete molto presenti, l'iniziativa piace, piace a me fare questo: trasmettere le cose che la vita, lo studio, mi hanno insegnato. Però voi capite che non posso affrontare i problemi di voi singoli. Posso dare, in un'ora, un quadro di qualcosa che può essere in genere utilizzabile dalla maggiorparte delle persone. Il primo limite quindi è che se uno ha un problema specifico che ha difficoltà a risolvere, qui avrà delle indicazioni, poi però dovrà lavorarci con l'aiuto di una persona specializzata. Quindi cosa ho pensato? Da questa settimana ci sarà nell'atrio una cassettina dove uno può mettere un biglietto con nome, cognome, telefono e poi la mia collega counselor vi darà un appuntamento gratuito, qui nei locali di Res Publica. Quindi una prima iniziativa per cercare di rimediare a questo limite inevitabile.
Un secondo limite è che sono io che parlo e voi per un'ora ascoltate. Quindi c'è un limite di unidirezionalità. Chissà quante cose vi verrebbe voglia di dire, di obbiettare, di chiedere. Come fare ad affrontare anche questo secondo limite? Ecco il modo che ho immaginato e che vi propongo: dopo ogni seminario, per i due lunedì successivi ci troveremo, con chi vorrà, come "Spazio Discussione Pensieri Emozioni", a cominciare da lunedì prossimo. Cosa si farà? Utilizzerò una tecnica particolare, quella della scuola di Boston sul "Confronto Creativo". Fra i presenti ci sarà chi desidera discutere e ci sarà chi invece desidera osservare, ascoltare. Io coordinerò il gruppo che vuole discutere, secondo i principi del Confronto Creativo e anche del Cooperative Learning. Per la scuola di Boston si tratta anche di una "educazione alla post-democrazia". Non si guarda alla legge della maggioranza, ma si guarda alla varietà delle posizioni e attraverso la disussione e il confronto si cercano dei "ponti" che uniscano. Un metodo che fra l'altro qui a Res Publica viene praticato nell'assemblea che si tiene ogni lunedì: non c'è un presidente, un capo, ma c'è l'assemblea che discute e decide. In due anni, guardate un po', non abbiamo mai avuto bisogno di votare. Tutte le decisioni sono state prese discutendo, parlando. Chi non era d'accordo, discutendo, parlando capiva che in quel momento quella era l'unica decisione possibile. Poi magari il suo punto di vista sarebbe stato realizzato un mese dopo.

SOGNI e INCUBI
Il mondo dei sogni fin dall'inizio dell'umanità ha affascinato tantissimo le persone. E ancora oggi tante, ma tante persone continuano ad interrogarsi sui sogni. Da quando ci sono uomini e donne e fino all'800 si è andati avanti così: fantasia, magia, ecc.
Chi è riuscito a dare una svolta? 1900, anzi era il 1899, Freud finisce di scrivere "L'interpretazione dei sogni". Ma era talmente consapevole che stava dando una svolta incredibile a una storia che aveva alle spalle, 200.000 anni di fantasie, sogni, magie, che ha chiesto all'editore di stampare nel 1899, ma con la data 1900: l'inizio di un nuovo secolo che avrebbe cambiato la psicologia.
E' stato poi un percorso difficile. Non ha avuto vita facile la svolta di Freud. Voi sapete che il 900 è stato un secolo pesante. Non solo la prima guerra mondiale, ma poi fascismo, nazismo, stalinismo, e Freud, ebreo, è stato preso a calci dal nazismo. Per cui "L'interpretazione dei sogni" è stato un libro appannaggio di una piccola cerchia.
Hitler lo ha bandito e ha preso con sè lo psichiatra che sterilizzava gli handicappati e che è stato alla base dei campi di sterminio.
Solo dopo la seconda guerra mondiale sono cominciate a nascere le facoltà di psicologia. L'Italia è stata poi l'ultima a creare la facoltà di psicologia. Oggi le università cattoliche hanno la facoltà di psicologia, ma è stata una fatica terribile far partire psicologia in Italia, perchè la Chiesa ha sempre eretto un grande muro. La prima facoltà è nata nel '69 Padova. Tutti noi che abbiamo fatto l'università prima di quella data veniamo da formazioni diverse, molto più complesse e fatte per vie private.
Che cos'è che fa fare una svolta a Freud? Freud è partito dall'ipnosi (faremo un seminario anche sull'ipnosi), ma si è reso conto col suo maestro Breuer, che le stesse cose che si ottenevano con l'ipnosi si potevano ottenere in un altro modo, quello che poi Freud chiamerà "associazioni libere". Lasciamolo lì per un attimo.
Vediamo cosa succede nel nostro cervello. Psicobiologia! Noi abbiamo la nostra giornata, poi andiamo a dormire. C'è una fase, quella del dormiveglia, si chiama fase ipnagogica, dove (vi sarà capitato di osservare) la mente va di qua, va di là. E' molto simile al sognare, ma è molto ondivaga. Poi il nostro sonno si approfondisce, e dopo circa un'ora e mezza diventa leggero, ma non ci svegliamo. E' la fase REM. Questo avviene ogni ora e mezza. Quindi in una notte avviene 4 o 5 volte. In questa fase REM i nostri occhi si muovono.
Chi di voi ha un cane forse avrà osservato che alle volte, mentre dorme, sotto quelle palpebre chiuse gli occhi si muovono.
Noi oggi abbiamo degli strumenti, in particolare la Risonanza Magnetica Fuzionale (RMf) che ci permette di vedere cosa succede nel nostro cervello mentre noi parliamo, pensiamo, abbiamo un'immagine, sognamo. In questa che si chiama fase REM (Rapid Eyes Mouvement: movimento rapido degli occhi), se svegliamo la persona, ci racconta un romanzo. Ma se la svegliamo lontano dalla fase REM ci racconta poco o niente.
Quando noi diciamo "questa notte ho sognato", significa semplicemente che ci siamo svegliati nella fase REM o vicino alla fase REM. Quando diciamo "questa notte non ho sognato" significa che ci siamo svegliati lontano dalla fase REM. In realtà noi abbiamo sognato almeno per 4 o 5 periodi nella notte, nelle fasi REM. E' chiaro che noi abbiamo accesso solo ai sogni dell'ultima fase. E sono sogni preziosi secondo Freud. E la storia di questo ultimo secolo ci dice che anche attraverso l'interpretazione dei sogni riusciamo ad aiutare le persone.
Tenete presente che in psicoterapia ci sono almeno 500 approcci. Io ne utilizzo una quindicina, quelli che mi hanno affascinato. Tanti li ho provati e poi abbandonati perchè non li ho percepiti in sintonia con me. Uno degli approcci per me affascinanti è quello che questa sera cerchiamo di affrontare ed è quello dell'interpretazione dei sogni che fa capo a Freud.
I sogni che ricordiamo, per Freud sono preziosissimi. Qualcuno si è chiesto: possiamo governarli? Sogni a comando, sogni lucidi. Qualcuno ci ha provato, ci sono delle scuole che lavorano in questa direzione.
Ma la cosa per me molto interessante è questa: quando noi viviamo la nostra giornata, inevitabilmente nel nostro cervello succedono delle cose, e inevitabilmente queste cose andranno a lavorare di notte. Perchè (come vedremo in altro seminario, quello sull'EMDR, che è una tecnica particolare che utilizza il movimento degli occhi come nelle fasi REM, un'altra delle tecniche che a me piacciono molto) quando gli occhi si muovono, la Risonanza Magnetica ci fa vedere che fra i due emisferi cerebrali, attraverso il corpo calloso che li mette in relazione con miliardi di fibre, c'è un passaggio di correnti elettrochimiche incredibile. Noi lavoriamo molto più di notte che di giorno.
Di giorno noi siamo presi da tanti limiti. Dobbiamo fare questo, fare quello ... è come se ci muovessimo su dei binari, attenti ai binari degli altri. Di notte siamo in un certo senso più liberi, e allora il cervello cerca di ... pensiamo a tanti cassetti, uno con una camicia fuori, uno con altre cose fuori ... il cervello cerca di mettere ordine, di sistemare ... come fa il computer quando gli dite di risolvere le frammentazioni dei file ... il computer prende qui, prende là, mette assieme i pezzi dei file. Lo stesso succede nelle fasi REM. E' su questa ipotesi che nasce addirittura una tecnica l'EMDR.
Capite che allora l'idea di Freud di utilizzare i sogni non è male. Se nelle fasi REM in particolare noi elaboriamo quello che ci è successo durante il giorno e cerchiamo di mettere le scarpe a posto, la giacca a posto, di pulire sotto il tavolo, ecc., e se io riesco a capire quali sono i significati delle immagini che mi arrivano, posso avere qualche vantaggio. In realtà ce l'abbiamo.
E c'è qualcuno che è riuscito (e parliamo di un'altra tecnica) ad utilizzare questo in un modo diverso dall'EMDR. Accennavamo prima di sogni a comando, sogni lucidi. Degli artisti venuti da me mi dicevano: come faccio? Non riesco più a inventare . Allora cosa facevo? Usavo una tecnica creata dal francese Désoille e sviluppata in Italia dalla Fusini Doddoli (la mia maestra per anni di analisi perchè allora non c'era la facoltà di psicologia e non c'erano le scuole di psicoterapia in Italia). Aiuto la persona a rilassarsi utilizzando una delle tecniche che vi ho insegnato nel seminario sulla gestione dell'ansia, la tecnica del rilassamento differenziale di Jacobson, e poi lancio un'immagine in quel cervello che è lì rilassato. E partendo da quell'immagine osservo cosa avviene. La persona comincia a parlare lentamente in genere. E man mano gli dai degli stimoli con varie immagini. Osservando come la persona si muove, la aiuti, con stimoli opportuni, ad andare verso la direzione che la persona desidera. In questo caso erano degli artisti che avevano il blocco della creatività. Famoso il blocco della pagina bianca per lo scrittore, il blocco del pittore, ecc.
Voi capite che una tecnica come questa la si può utilizzare per qualsiasi problema, utilizzando le immagine adeguate. La persona ha un problema con la propria mascolinità, si sente insicura, pensa di non valere? Quale immagine è tipica per richiamare la mascolinità? Posso partire dalla spada e vedere cosa succede, e aiutarlo a rafforzarsi conducendolo attraverso le immagini, ascoltando come lui reagisce.
Una donna che ha problemi con la sua femminilità (come vedete prendo due fenomeni molto diffusi), che ha problemi di insicurezza con la propria femminilità, col proprio corpo. Da quale immagine potrei partire? Potrei partire da un vaso.
Alcune volte è capitato che quella spada l'uomo la vede come la spada di Damocle, pericolosissima. Devi aiutarlo a trasformare quell'immagine. Questo è compito dello psicoteapeuta, saper condurre, dare stimoli.
Vaso! Alcune volte è un bellissimo vaso, altre volte è un vaso di coccio rotto, e così via.
Qui ci sono uomini e donne, e ognuno di voi può provare a chiedersi: di fronte allo stimolo spada o vaso come mi vedo? Che tipo di identificazione sento in me in questo momento con quella spada, con quel vaso che immagino?
Se è qualcosa di bello, avanti così. Se è qualcosa di problematico lavoraci o se non ce la fai chiedi aiuto a qualcuno per riuscire a trasformare il tutto. In genere è un processo molto veloce, proprio perchè andiamo a lavorare con gli strumenti della psicobiologia: cioè con la psicologia, tenendo conto delle conoscenze della biologia, delle neuroscienze.
Oggi, con le conoscenze che abbiamo, possiamo dire che se Freud non ci fosse stato ci sarebbe stato qualcun altro a fare quelle scoperte, magari 5 anni dopo, perchè i tempi erano maturi. Se Einstein non ci fosse stato, sarebbe arrivato qualcun altro. Non esistono i geni, ma tutti valiamo, tutti diversi uno dall'altro, con un nostro valore, che è importante che coltiviamo. Ogni tanto si creano nell'ambiente le condizioni per nuove intuizioni e qualcuno in quel momento le coglie. E' l'ambiente che era maturo per quell'intuizione. Ricordate l'importanza dell'esercizio centrato su "io valgo", esercizio che abbiamo fatto alla fine di qualche seminario?
Sapete che nella storia dei premi Nobel si trovano interrogativi del tipo: questo premio lo diamo a questo o a quello? Chi è arrivato prima? Su questi interrogativi e su altro nascono infatti i premi Nobel alternativi! Gino Strada, fondatore di Emergency, ha preso il premio Nobel alternativo per la pace. Lo sappiamo, siamo tutti umani (a meno che ci siano in giro degli dei, ma non ne vado) e anche nell'assegnare i premi Nobel possono essere in gioco vari interessi.
Freud ci ha dato molto. Non so se qualcuno di voi ha letto i sui libri: sono uno spasso, scrive molto bene, in maniera molto piacevole: al di là dei concetti tecnici, ha un fluire molto bello. Quando uno scienziato, uno studioso riesce a scrivere anche bene è un vero piacere. Quando invece vi trovate di fronte a dei libri il cui argomento vi interessa, ma sono scritti in modo pesante, è una delusione. Popper, uno studioso della conoscenza, svizzero, molto importante nell'epistemologia, sosteneva che non esiste vero scienziato se non riesce con parole semplici a spiegare il suo pensiero.
E' uno dei meccanismi di difesa che forse riconosciamo anche in noi: quando non abbiamo le idee chiare cerchiamo di parlare difficile!
La tecnica che utilizza le immagini per trasformarle e risolvere i problemi psicologici si chiama "Rêve éveillé dirigé", "sogno da svegli guidato": una tecnica molto carina, ma ci vuole qualcuno che la conduca.
La risonanza magnetica ci dà queste informazioni: lavoriamo molto di più la notte, in particolare nelle fasi REM, che durante la giornata. Cosa faccio allora? Quante volte vi siete svegliati e vi siete arrovellati: ma cosa vorrà dire questo sogno? E non avete nessuno che vi possa aiutare. Avete solo il libro dei sogni che vi porta a giocare al lotto. E invece lì c'è un tesoro. Come facciamo? Qui ovviamente non possiamo esaminare i vostri sogni, ma qualche indicazione ve la posso dare.
Le associazioni libere: cosa sono? La prima cosa da fare quando voi ricordate un sogno è anzitutto evitare di spaventarvi. Certo, se un sogno è bello tenetevelo e godetevi la giornata. Ma la cosa che vi consiglio di fare, anche se il sogno è bello, poichè al di là del piacere vi può dare delle informazioni, chiedervi: questa immagine, quest'altra immagine, cosa mi fanno venire in mente? Associazioni libere significa cercare (cosa non facile ma vale la pena di provarci) di lasciar andare la mente liberamente a cosa mi viene in mente, con estrema libertà. E prendendo questo materiale, non avendo lì nessuno specializzato in questo, provare a lavorarci.
Perchè molto spesso, frequentissimamente, per non dire sempre, il sogno che noi facciamo si chiama in psicanalisi "residuo diurno". Qualcosa che mi è successo il giorno precedente, anche a livello inconscio, e che adesso sta venendo fuori.
Un esempio che riguarda noi. Vi ho detto che qui a Res Publica si decide tutto nell'assemblea del lunedì. Lunedì scorso, io, assieme al collettivo degli studenti di Alghero, che voi vedete qui, abbiamo proposto questa iniziativa: un limite di questi seminari, come vi ho accennato all'inizio, è che sono a direzione unica, sono io che parlo per un'ora, allora vediamo come dare parola a tutto quello che si muove nelle menti di chi ascolta. Ecco: lunedì prossimo cominciamo con l'idea approvata in assemblea, e cioè lunedì prossimo sarete voi a proporre argomenti di discussione e io ad ascoltare.
Vi racconto allora il sogno fatto ieri sera dopo l'assemblea, evidente "residuo diurno": due navi che combattevano, uno di giapponesi e una di europei. Una viene affondata. Si recuperano i marinai, sono prigionieri, ma questi creano dei problemi. Ecco il sogno.
Mi sono chiesto: ma cosa significano queste due navi che combattono? Ma è chiaro: se lunedì partiamo con la discussione è possibile che si creino delle contrapposizioni, ma non è questo lo scopo. Lo scopo è quello di allenarsi al confronto creativo della scuola di Boston, allenarsi alla post-democrazia come dicono a Boston. Allora cosa ho fatto? Mi son detto: la tecnica la conosco, l'iniziativa approvata in assemblea è molto interessante. Il sogno mi ha detto: attenzione, c'è questo rischio, in un gruppo in cui si discute è molto facile che ci si combatta. Allora nel gruppo di discussione "Penieri, Emozioni" che nascerà lunedì prossimo, potrebbe esserci in agguato la spinta a combattersi invece che ad accettarsi, rispettarsi, coinvolgersi, ascoltarsi. Usa il metodo Boston!
Il sogno mi ha dato delle immagini. Con le associazioni libere ho trovato una strada che, come potete capire, è molto preziosa.
Ma non è facile. E' il mio mestiere da tanti anni, certo, però vi dico: provateci! Evitate di lasciare lì i sogni e abbandonarli e provate a divertirvi chiedendovi: ma cosa mi fa venire in mente? Liberamente. Molte volte scoprirete che vi arriva un collegamento con qualcosa che vi è successo il giorno prima ("residuo diurno"), e forse capirete che il vostro meccanismo inconscio vi sta dando un segnale, vi sta dando un'imboccata. Riuscirete a prenderla? Farete un passo avanti. Non ce la farete? Non meravigliatevi, ditevi che ci riproverete al prossimo sogno. Mai meravigliarsi, mai scoraggiarsi, ma ogni volta dire: ok, è andata così, la prossima volta ci riprovo.
Ma se il sogno è un incubo? Avete mai avuto incubi? Vi svegliate e vi sembra che vi manchi il fiato... paura... tensione. Che fare?
Vi faccio una domanda: chi è il regista dei vostri sogni? Dei tuoi, dei tuoi, dei tuoi,....? Sei proprio tu, ... tu, ... tu....! Splendido! Se voi mettete a fuoco questo, che cioè ognuno di noi è il regista dei propri sogni, ecco la soluzione: cosa fa un regista? Voi avete tanti film che vi piacciono. Non tutti i film, lo sapete, vanno via lisci. Ci sono film che hanno momenti molto pesanti, poi il regista li risolve, e così via. Se voi vi svegliate in un punto del vostro film in cui le cose sono pesanti, ... cosa fa il regista? Si ferma lì? No, va avanti!
Allora la cosa che io vi consiglio è questa: se avete un bel sogno tenetevelo e godetevelo, poi se volete fate delle associazioni libere e lavorateci; ma se avete un incubo ricordatevi che siete voi i registi, quindi continuate la regia. Immediatamente dite: sì, ecco che io trasformo tutto questo e lo risolvo liberamente. Metteteci le immagini che volete, la musica che volete, tutto quello che volete, inventando una soluzione positiva.
Per ritornare al mio sogno della battaglia navale, cosa ho fatto? Ho osservato le associazioni libere che mi portavano all'assemblea di Res Publica della sera prima quando era stato approvato il gruppo di discussione Pensieri, Emozioni. Ho visto quei prigionieri e siccome, lo sapete, il nostro organismo è un organismo direzionale, mi son detto: se resto nel timore dello scontro, scontro sarà. Ma se mi metto in una direzione positiva con la mia mente e utilizzo le tecniche del Confornto Creativo della scuola di Boston, il mio organismo lavorerà perchè il gruppo possa andare in quella direzione.
Ho preso allora l'immagine dei prigionieri, quelli che creavano problemi, e ho immaginato che si accordassero con chi li aveva fatti prigionieri, per valorizzare le competenze di ognuno e costruire assieme una nuova nave dopo che la battaglia aveva distrutto o danneggiato tutte le navi. Gli Europei molto bravi nel costruire il fasciame delle navi, i Gapponesi molto bravi nel costruire l'elettronica delle navi. Così mi sono messo a ridere dicendo a me stesso: avanti col gruppo di discussione Pensieri Emozioni!
Da questo momento potete dire a voi stessi: posso avere tutti gli incubi del mondo, ma non mi fregheranno. Farò delle libere associazioni, cercherò di capire cosa mi stanno dicendo e continuerò il film a modo mio.
A questo punto possiamo qui lavorare su delle immagini che ci preoccupano, su un pensiero negativo, o possiamo avere un problema e quando la nostra mente va lì ci crea ansia. Può trattarsi di un'interrogazione, di un incontro, ecc. Facciamo un esercizio.

Esercizio di elaborazione e trasformazione

Vi chiedo in questo momento, se volete, di chiudere gli occhi e ascoltare semplicemente quanto vi dirò. Andremo a lavorare su qualcosa che vi dà un po' di fastidio (non una cosa grossa, perchè non abbiamo qui la possibilità di affrontare cose pesanti). Siete pronti?
Per chi vuole: chiudete gli occhi e portate l'attenzione al vostro respiro, fate un bel respiro profondo, e ascoltate nel vostro respiro la vita che è dentro di voi. E' la vostra vita... la tua, la tua, la tua...la tua vita, unica e irripetibile. E mentre ascolti la tua vita dentro di te, vai a quella preoccupazione, a quell'immagine, a quella situazione che ti crea un po' d'ansia, di disagio.
In questo momento di' a te stessa che in quella situazione tu troverai il modo per star bene.
Metti davanti a te l'immagine in cui vedi te stessa in positivo. Vedi che in quella interrogazione ci sei, serena; che in quell'incontro sei lì rilassata e tranquilla con tutte le tue energie; ecc. Costruisci quest'altra immagine positiva e mettici la luce, i colori, la musica che preferisci e che ti fa star bene. Concentrati su questa immagine positiva, arricchita di colori, di luce, di musica, e ascolta dentro di te le energie che ti aiutano a realizzare quell'immagine, quella situazione, e goditela tutto il tempo che vuoi.
E dopo esserti goduta tutto questo, prova a vedere se portando l'attenzione all'mmagine di prima, quella problematica, senti che ha perso forza, che si è come allontanata. Poi ritorna all'immagine positiva e rafforzala ulteriormente con luce, colori, musica.
Continua questo passaggio dall'una all'altra finchè sentirai che tornare all'immagine negativa conta ben poco perchè ora è l'immagine positiva che prevale dentro di te, che ti dà energia, che ti dà forza.
E riaprirai gli occhi quando vorrai.

Ricordate Calderon De La Barca? "La vida es sueño", la vita è sogno. In questo seminario in cui stiamo affrontando sogni e incubi, credo possiate vedere alcuni fili che collegano i vari seminari. Ricordate l'assunto fondamentale in psicologia: la nostra mente non distingue fra realtà e immaginazione. E se realtà e immaginario hanno delle differenze, il nostro organismo dà la precedenza all'immaginario. Noi siamo, a differenza degli animali, degli animali "simbolici". I simboli, le immagini che noi coltiviamo, o che la vita ci mette davanti, ci prendono, anche inconsapevolmente: se sono positive bene, se sono negative ci può succedere che senza rendercene conto ci autofreghiamo.
Vi faccio uno chema che spero vi possa essere utile.




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io io io io ................(consapevolezza).................................

inconscio




Ci sono due linee entro le quali ognuno di noi può dire "io" e soprattutto esercitarsi a dire continuamente "io valgo" fino a sentirlo veramente.
Sotto c'è l'inconscio, il frutto di tutta la nostra storia. Non solo di quella individuale, ma quella dei nostri genitori, dei nostri antenati, del primo uomo e della prima donna che circa 200.000 anni fa ci hanno trasmesso il nostro patrimonio genetico.
L'esame del DNA ci dice che la prima donna del genere Homo Sapiens c'è stata circa 200.000 anni fa. Oggi sappiamo che anche il primo uomo ha la stessa età.
Bene, ci sono alcuni studiosi che sostengono che la nostra consapevolezza copre dall'1 al 4% di quanto avviene in noi. Tutto il resto è un insieme di automatismi inconsci.
In alto nel disegno c'è un'altra linea, un'altra barriera: la nostra mente arriva solo fino ad un certo punto. Oggi l'epistemologia ci ha reso consapevoli che oltre un certo livello, la riga in alto, noi non potremo mai andare. Mai. Potremo scoprire o pensare un mare di cose, ma non potremo mai dimostrare tutto. Abbiamo queste barriere.
La realtà prende tutta la nostra storia, il passato, l'inconscio, tutto, ma noi non possiamo cogliere tutta la realtà perchè questo va al di là delle nostre capacità mentali. Ecco tutti quei punti interrogativi. C'è uno spazio irraggiungibile dove c'è il regno della totale libertà, dove c'è spazio per la visione di ognuno di noi. Ma è la "verità personale" non "la verità".
Noi non conosciamo tutta la realtà (R). Conoscete il simbolo di ugiaglianza (due lineette), conoscete il simbolo di diversità (due lineette con una terza lineetta che le attraversa) e conoscete il simbolo di identità (tre lineette). Allora se R è la realtà e R=la mia visione, ce ne accorgiamo perchè camminiamo velocissimi nella nostra vita, sereni, felici. Ma se R è diversa da mia visioine personale, allora prendiamo dei calci, che significano che la nostra visione non corrisponde alla realtà. E' difficile, ma in questo caso dobbiamo provare a cambiare la nostra visione.
Se noi prendiamo ad esempio la fisica fondamentale, voi lo sapete, ci parla del 4 % della realtà. Gli astrofisici ci dicono: abbiamo dei segnali che nella Realtà c'è un 96% che noi non sappiamo cosa sia. E qualcuno di voi sa come hanno chiamato questo 96%: materia oscura ed energia oscura. A Ginevra stanno lavorando, stanno facendo esperimenti per cercare di capire.
Tutto questo per darvi la sensazione di quanto la realtà è complessa e sconosciuta, se oggi riusciamo a dire che tutto ciò che conosciamo, ed è un mare di cose, dal punto di vista dell'astrofisica è solo il 4% della realtà.
Più conosciamo, fra l'altro, più ci rendiamo conto che le domande aumentano.
Allora capite che quando per caso la nostra visone è in sintonia con la realtà, davvero siamo fortunati e, senza sapere perchè, camminiamo con sicurezza e serenità in qualsiasi situazione. Ma di calci dalla realtà ne abbiamo presi tutti, perchè la storia di ognuno di noi ha inevitabilmente i suoi punti deboli, i suoi discostamenti dalla realtà profonda, inconoscibile.
Calci che sono preziosissimi. Quel sogno che vi ho raccontato ad esempio è stato prezioso per me, e per fortuna l'ho ascoltato. Ogni calcio però ci dà un feedback e ci dice: attenzione, prova a cambiare qualcosa!
Purtroppo la psicologia ci dice che la tendenza più diffusa è da una parte la resistenza al cambiamento e dall'altra la ripetizione degli stessi meccanismi a cui siamo abituati. E' per questo che ad esmpio 8 coppie su 10 o si lasciano o stanno male insieme. Perchè è molto difficile chiedersi "cosa sto sbagliando io?", "cosa stiamo sbagliando assieme?" e provare a cambiare. Non è facile. Solo 2 coppie su 10 ci riescono e riescono a star bene insieme tutta la vita.
Quindi facciamo molta attenzione ai calci della realtà, sono preziosi. Sapendo che comunque R non sarà mai identico alla nostra visione. Se lo accettiamo possiamo coltivare la flessibilità necessaria per essere sempre pronti a cambiare. Ecco un disegno utile:

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200.000 anni fa la nostra conoscenza era piccolissima, eravamo all'inizio di questa spirale, al centro. Man mano che la spirale della conoscenza è cresciuta abbiamo appreso sempre di più, ma paradossalmente la superficie esterna alla spirale è man mano cresciuta, ed è la superficie della non conoscenza, dei punti interrogativi che continuamente crescono.
Col paradosso che più si è ignoranti più si tende a credere di sapere. E più cose si conoscono, più si è consapevoli che l'area della non conoscnza è immensa e in crescita.
Un abbraccio!
 

sabato 22 aprile 2017

160- LA GESTIONE DELL'ANSIA Seminario di psicologia pratica "in un'ora"  tenuto presso Res Publica, Alghero. L'audio dei vari seminari si trova su Youtube: "Gian Luigi Pirovano seminari di psicologia"


Seminario n°4 : LA GESTIONE DELL'ANSIA

Col quarto seminario riprendiamo il tema dell'ansia, che è legato al "blocco", al bunrnout del primo seminario, alle difficoltà nel lavoro, nelle relazioni... l'ansia!
Ci sono alcuni concetti che se riesco a comunicarveli poi tutto il resto diventa molto facile, e se riesco a comunicarveli bene potete diventare voi dei creatori di modi di reagire positivamente all'ansia.
Una prima cosa che vi chiedo di mettere a fuoco. E' una frase di Epitteto, questo filosofo di cui abbiamo pochissimi scritti. C'è una sua frase molto importante, che dice: non sono le cose a farci paura, o a crearci benessere, ma è quello che noi pensiamo delle cose. Questo è il nocciolo della psicologia.
Voi sapete forse, forse ne avete avuto esperienza, che lo psicologo lavora con la parola. Qual è il lavoro dello psicologo? Cercare di capire il mondo nel quale si trova la persona per quell'aspetto che lo fa star male (poi ci sono tanti altri aspetti che invece funzionano), cercare di capire bene quali sono le cose che pensa, che immagina nello star male, nell'avere un problema, nell'avere una difficoltà, e utilizzando le conoscenze di psicologia, cercare piano piano, seguendolo, di portarlo ad immaginare, a pensare qualcosa di diverso che lo aiuti a star bene.
Noi diciamo in psicologia che il nostro organismo è un organismo "direzionale": io sono qui e voglio arrivare là e se ho delle immagini, dei pensieri e degli atteggiamenti in sintonia con l'obiettivo al quale voglio arrivare, farò un passo, poi un altro, poi un altro e così via, e arrivo là. Se ho ansia vedrò l'obiettivo con ansia, e allora proverò a cambiare direzione, e poi a cambiarla ancora e così via, a zig zag, sprecando energie, tempo, risorse. Cioè immagino che succederà questo, avverrà questo, ecc, tutto in negativo, e quando arrivo là, al traguardo che ho temuto, ..... siccome ho inziato a star male fin dal primo passo e poi nei passi successivi, ho molte meno probabilità di arrivare in forze a quello che era il mio obiettivo. Pensate allo studio, all'interrogazione, pensate all'incontro con una persona, pensate a cosa pensate dei vostri figli, dei vostri genitori, dei vostri capi, dei vostri colleghi, dei vostri dipendenti, dei vostri amici, ecc.






Se invece mi metto in un attegiamento che è funzionale all'obbiettivo le cose camminano. Un passo alla volta vado.




Alcuni aspetti per fortuna, e ci sono tanti aspetti nei quali funzioniamo bene. Ma se abbiamo un problema di ansia le cose avvengono come nel primo disegno. Magari per una persona è l'incontro coi professori, per l'altra persona è la gestione del figlio, per un'altra ancora è l'incontro con una persona da cui si sente attratta, che gli piace, ..... andate avanti voi! In tanti di questi aspetti per voi non è un problema. Forse per uno scatta invece l'ansia.
Questa la si chiama anche "legge di attrazione", oppure con una parola psicologicamente più utilizzata, "organismo direzionale".
Ma un ultimo concetto è importante che vi dica, che riassume sia quello che vi ho detto di Epitteto, sia il concetto di organismo direzionale o legge di attrazione. Eccolo: il nostro organismo non distingue fra realtà e immaginazione. Per questo Epitteto dice che non sono le cose che ci creano ansia, ma quello che noi pensiamo delle cose.
Facciamo un piccolissimo esperimento. Vi farà un po' male, ma recuperiamo subito. Provate ad immaginare una forchetta di acciaio, di metterla in bocca e di stringerla coi denti. Cosa provate? ... mamma mia che facce che vedo! Eppure qui non c'è nessuna forchetta, non stiamo mettendola sotto i denti, non la stiamo stringendo fra i denti: il nostro organismo non distingue fra realtà e immaginazione.
Noi siamo esseri simbolici, lavoriamo coi simboli, con le metafore, con le immagini. Addirittura oggi (questa è una cosa molto difficile, ma ve la accenno soltanto) la fisica fondamentale, dopo tutti i passaggi che ha fatto ...... Voi ricordate: credevamo che la terra fosse ferma e tutto le girasse attorno, ma non era la realtà; credevamo poi che la terra girasse intorno al sole e girasse in tondo, ma arriva Keplero e dice no, forma un ellisse; arriva Newton e dice ma come fanno a stare insieme tutti questi corpi celesti? ... e inventa la forza di gravità che li fa attrarre; arriva Einstein e dice no, hai sbagliato Newton, la gravità è tutta un'altra storia e spiega come; arriva poi Heisemberg e mostra che se noi andiamo nell'infinitamente piccolo le cose che dice Einstein non funzionano più. Cioè tutta la storia della nostra conoscenza (faremo un seminario sulla conoscenza) è tutta una storia di "crediamo che sia, per poi scoprire che non lo è, o lo è in modo diverso", "crediamo che sia, ma poi scopriamo altri elementi e scopriamo che invece sta in un altro modo". Però tutte le immaginazioni, da Tolomeo che credeva che la terra fosse al centro di tutto, fino ad oggi, tutti i passaggi che abbiamo fatto, per alcuni aspetti hanno sempre funzionato: i calcoli di Tolomeo funzionavano, i calcoli di Copernico e poi di Newton funzionavano, e continuano a funzionare in alcune realtà. Il lavoro del fisico, di chi fa fisica fondamentale è soprattutto lavoro di immaginazione, e dopo va a vedere se funziona.
Se io riesco a comunicari questo, voi capite che la vostra immaginazione, l'immaginazione di ognuno di noi, l'imparare a gestirla è fondamentale per star bene. E se ricordate un'altra cosa, e cioè che alla natura che io, Marilena, Valeria, Giovanni, ecc. siano felici non gliene importa nulla: alla natura interessa soltanto da 3, 8 miliardi di anni che la vita si moltiplichi, fare esperimenti di moltiplicazione della vita. E in 3,8 miliardi di anni, dalla prima cellula, era un batterio, siamo arrivati a noi, 50 trilioni di cellule. Le mie cellule da 74 anni circa lavorano assieme, non sappiamo perchè, e un giorno non ce la faranno più a lavorare assieme.
Tutto questo per dirvi che siamo noi, ognuno di noi, che abbiamo il compito di costruirci la nostra felicità. Alla natura non interessa. E per costruirsi la felicità, visto che siamo degli organismi direzionali, che viviamo di simboli, di metafore, di immaginazione, è importante che ci alleniamo a gestire la nostra immaginazione. E per farlo facciamo subito un esercizio che vi faccia star bene, usando la nostra immaginazione.

ESERCIZIO di rilassamento e di benessere. La spiaggia.
Per farlo, chi desidera può chiudere gli occhi (con gli occhi chiusi viene meglio in genere). Chiudete gli occhi, portate l'attenzione al vostro respiro, fate un bel respiro, un respiro profondo e ascoltate nel vostro respiro la vita che è dentro di voi. La vostra vita che è unica ed è irripetibile. E mentre ascoltate la vostra vita dentro di voi, immaginate in questo momento di trovarvi su una spiaggia. Ci sono 5 gradini. Tu sei in alto, sul primo gradino. Ci sono 5 gradini da scendere e poi c'è la spiaggia. Sei sul primo gradino, in alto. Ora fai un bel respiro e scendi sul secondo gradino e ti rilassi. C'è la temperatura, ci sono i colori che ti piacciono, c'è il sole giusto, l'ombra giusta, la brezza giusta, il rumore di un mare tranquillo, c'è la luminosità che ti piace. E ora che sei sul secondo gradino fai un bel respiro e scendi sul terzo gradino e ti rilassi ancora di più. E ora che sei sul terzo gradino fai un bel respiro e scendi sul quarto gradino e ti rilassi ancora di più. E ora che sei sul quarto gradino scendi sul quinto gradino e con un bel respiro ti rilassi ulteriormente. E ora puoi fare qualche passo sulla spiaggia e andare a sdraiarti dove meglio ti piace e rilassarti ascoltando il rumore del mare sulla battigia. -senti sulla tua pelle il piacere del sole: c'è il sole giusto, la temperatura giusta, e stai lì a godere di tutto questo, con tranquillità. E quando volete riaprite gli occhi e ritornate qui.
Come state? Bene! Eppure qui non c'è nessun mare, nessuna spiaggia, nessun sole: il nostro organismo non distingue fra realtà e immaginazione!
Vi spiego ora alcuni aspetti di una tecnica che applicheremo ai problemi d'ansia. Più avanti faremo un seminario sull'EMDR e lì approfondiremo questa tecnica che ora vi spiego solo con alcuni accenni. Si è scoperto, e poi è stato confermato dalle indagini di neuroimaging con la risonana magnatica in particolare (oggi psicologi e neuroscienziati lavorano molto assieme perchè le scoperte della psicologia vengono molto confermate dalle immagini che ci mostrano quello che succede nel nostro cervello mentre mangiamo, mentre chiacchieriamo, mentre amiamo, mentre abbiamo paura, ecc.), si è scoperto (non sto ora aspiegarvelo nei particolari perchè lo approfondiremo in quel seminario) che il movimento degli occhi in particolare va a stimolare alternativamente i due emisferi. Per chi è destro lavora di più l'emisfero sinistro quando ragioniamo e l'emisfero destro invece quando proviamo emozioni. La cosa si inverte per chi è mancino. Allora ci si è chiesti: ma perchè non utilizzare questo?
Noi stiamo bene quando ragionamento ed emozioni si parlano fra loro. Ad unire i due emisferi c'è il corpo calloso, formato da tutte le fibre che collegano i due emisferi.
Perchè allora non utilizzare la stimolazione degli occhi? Potrei muovere il mio braccio e invitarvi a seguirlo con gli occhi, ma siamo in molti e allora vi chiedo di fissare due punti sui due lati estremi della parete di fronte a voi e mentre faremo il prossimo esercizio muovere gli occhi da un punto all'altro tenendo la testa ferma: così andremo a stimolare il collegamento fra i due emisferi, fra ragione ed emotività.
Ma si è visto che si può fare anche diversamente: ad esempio mettendo le braccia incrociate sul petto e stimolando con le mano alternativamente la spalla destra con la mano sinistra e la spalla sinistra con la mano destra. Anche così stimolo alternativamente i due emisferi stando con gli occhi chiusi. Noi lo chiamiamo "il movimento a farfalla".
Un altro modo che utilizzo è questo: faccio appoggiare le mani sul tavolo davanti a me e alternatiamente tocco la mano destra e la mano sinistra della persona, andando anche così a stimolare alternativamente i due emisferi.
Un ulteriore metodo, se mi trovo fra la gente, o per strada e ho un problema d'ansia, posso anche mettere le mani conserte attorno alla vita e battere sui miei fianchi alternativamente con la mano destra e la mano sinistra: nessuno se ne accorgerà e io stimolerò i due emisferi!
Ora faremo l'esercizio e quando vi dirò "andate a stimolare i due emisferi" scegliete voi se muovere gli occhi come vi ho spiegato, o se utilizzare le braccia incrociate sul petto o le mani conserte. Ora che siete seduti vi indico anche un'altra possibilità: incrociare le braccia sulle cosce e battete le mani alternativamente sulle due cosce, stimolando anche così, alternativamente, i due emisferi.
Ognuno di voi è invitato in questo momento a scegliere un aspetto che gli crea ansia. Qui non posso seguirvi singolarmente, per cui vi chiedo di scegliere un'ansia che non sia esagerata. Sapete che c'è un'ansia positiva, ad esempio quella che se arrivo con la macchina ad un semaforo rosso mi fa fermare; oppure se ho un'interrogazione mi fa studiare; e così via. L'ansia giusta è quella che ci fa agire: se ho fame non sto ad aspettare che arrivi il cibo, ma mi dò da fare invece per soddisfarla, ecc. Questa è l'ansia positiva. Ansia e stress si richiamano e per chi ha studiato il greco questa ansia la chiamiamo "eustress", cioè stress buono. C'è invece un'ansia negativa, che in qualche modo ci blocca, ed è quella di cui parliamo oggi. Ma l'ansia negativa, che viene chiamata anche "distress", cioè stress cattivo. Ed ha varie gradazioni, fino all'attacco di panico. Qui non possiamo trattare l'attacco di panico, perchè implica un rapporto personale fra psicoterapeuta e persona. Dobbiamo quindi stare su livelli d'ansia che disturbano, che vorremmo superare, ma bassi.

ESERCIZIO della frase positiva
Prendete una situazione con un po' d'ansia che vi piacerebbe alleggerire, magari superare. Sintetizzate la vostra ansia in una frase negativa che dite a voi stessi, ad esempio: non sono capace, non ce la farò, non sono in grado, non valgo, sono un niente, non posso farcela, è impossibile per me, ... Vi vengono queste o altre frasi negative quando avete ansia?
Ogni frase negativa ha sempre il suo esatto opposto, ad esempio a "non valgo" si oppone "io valgo"; a "non sono capace" si oppone "sono capace", ecc. Quindi ognuno di voi a una frase negatia e sa individuare l'esatto opposto positivo.
Ora vi chiedo di concentrarvi su quella situazione che vi crea un po' di ansia che vorreste superare (non troppa, vi ripeto, perchè non è questa la situazione nella quale possiamo risolvere problemi un po' pesanti).
Ora chi vuole chiuda gli occhi e mentre vi concentrate su quell'episodio che vi crea un'ansia che vorreste superare, provate a dirvi la frase positiva e a fare uno degli esercizi di stimolazione dei due emisferi.
Sei dentro la situazione che ti crea ansia, stimoli i due emisferi e ti dici la frase positiva. Aggiungi colore alla situazione, mentre ti dici la frase positiva, aggiungici i suoni, la musica che preferisci, aggiungi alla situazione la luce, la luminosità che preferisci. Immergiti, di' la frase positiva e stimola i due emisferi. E vai avanti finchè senti che la situazione cambia e la frase positiva prende vigore e forza dentro di te e ti trovi in uno stato d'animo diverso di fronte a quella situazione.
Immaginare la situazione con ansia, frase positiva, stimolazione dei due emisferi.
Come va? E' successo qualcosa? E' cambiata qualche sfumatura?

ESERCIZIO del posto sicuro
Ora vi indico un'ulteriore tecnica, che noi chiamiamo del "posto sicuro". Ricordate sempre che il nostro organismo non distingue fra realtà e immaginazione. Quindi se io ho una situazione che mi crea ansia ho due alternative: o comincio a star male subito e starò male fino a che arriva la situazione ansiogena, e sarò privo di forze e probabilmente mi bloccherò, oppure lavoro per immaginare in positivo, poi agisco di conseguenza secondo quello che mi dice la mia sensibilità nel pormi in positivo, e arriverò alla situazione che immaginavo ansiogena con energia, con la consapevolezza forte di aver fatto quanto dipendeva da me.
Ho un'interrogazione? Se parto adesso dicendomi che domani non ce la farò, comincio a star male adesso e a preoccuparmi fino a domani. Se invece mi dico: ho studiato, ho anche un bagaglio di conoscenze alle spalle, il mio lavoro l'ho fatto, e allora ora mi godo i miei amici, il mio tempo libero, da qui all'interrogazione di domani sto bene. Arrivo all'interrogazione non distrutto dallo stress che non mi consentirà di utilizzare le mie risorse anche se ho studiato (ricordate il blocco, il burnout del primo seminario?). Se invece lavoro con la frase positiva: Sono capace, ho fatto quello che mi era possibile, ho studiato, ho alle spalle anche un bagaglio di conoscenze che mi può aiutare, arrivo all'interrogazione e sarò nel pieno delle mie forze, utilizzerò tutte le mie risorse.
Questo vale per tutto: per gli incontri che al pensiero ci creano ansia, per tutte le situazioni per noi ansiogene.
Adesso, per creare il vostro "posto sicuro" vi chiedo di di individuare fra tutte le situazioni belle che vi sono successe nella vita, una molto bella, che quando vi immergete là, al mare, in montagna, con gli amici, da soli o con altri, e immergendovi là non siete più qui, ma vi godete quel ricordo splendido.
Siete pronti? Partiamo.
Mettetevi comodi e chi vuole chiuda gli occhi e portando l'attenzione al vostro respiro, con un bel respiro andate a quel bel ricordo, immergetevi.
Ora osserva la luce che c'è in quel bel posto che ti dà piacere, bellezza, sicurezza e aumentala se aumentare la luce ti dà piacere; osserva i colori e aumentali, rendili più vivi se ti dà piacere; ascolta i suoni e introduci i suoni che più ti piacciono.
Stai lì immerso a goderti tutto questo, e mentre godi tutto questo unisci pollice e indice della mano destra creando un collegamento fra questo gesto e il tuo posto sicuro.
Quando volete riaprite gli occhi e tornate qui.

In qualsiasi momento d'ansia, per recuperare e riuscire a ripartire vi serve molto rilassarvi, ad esempio con l'esercizio dei gradini verso la spiaggia, ma vi può servire anche andare al vostro "posto sicuro", che è uno strumento alle volte velocissimo e molto rilassante.
Ma perchè vi ho fatto unire pollice e indice della mano destra? Lo spiegheremo meglio quando faremo il seminario sulla PNL e si chiama "ancoraggio", cioè io collego volontariamente il mio stato d'animo a un gesto, a qualcosa. Io ho scelto uno dei più semplici, unire pollice e indice, perchè? L'abbiamo fatto una volta solo, ma ora vi dico: provate a chiudere gli occhi adesso, unire il pollice e l'indice partendo quindi dall' "ancoraggio" invece che dalle immagini. Facciamolo.

Chiudete gli occhi, unite pollice e indice e andate immediatamene a quella scena.

Se voi questo esercizio..... Vi dicevo prima: la felicità è qualcosa che ci costruiamo noi, alla natura non interessa ... Bene: se voi vi allenate a fare questo esercizio, questi esercizi, vedrete che dopo un po' di volte vi basterà fare l'ancoraggio e immediatamente, in un attimo, vi sarà facile accedere a questo stato di benessere che spero adesso avete provato.

C'è un'altra tecnica .... Vedete che vi sto dando una serie di strumenti, una serie perchè ognuno di noi è diverso ... c'è chi si trova meglio con uno, chi si trova meglio con l'altro ... se ve ne dò vari avete la possibilità di scegliere. Oppure siete magari così fortunati che vi vanno bene tutti e ve la godete a tutto spiano. E l'ansia diventa qualcosa che vi fa sorridere e passo dopo passo porvi in una situazione positiva, arrivando con tutte le vostre energie ancora fresche al momento che vi creava ansia.

ESERCIZIO: rilassamento differenziale di Jacobson

Ve lo conduco velocemente. E' un esercizio splendido per chi vuol dormire bene. Quante frasi negative ci si dice se si soffre d'insonnia: non ce la farò, starò sveglia come un grillo, ecc. Il rilassamento differenziale di Jacobson è molto utile a superare quest'ansia.
Si tratta di questo: Jacobson lavorando con dei biologi ha scoperto che se noi stringiamo fortemente un muscolo e poi lo lasciamo andare di colpo avviene un fenomeno per cui tutto quel muscolo si rilassa, non solo, ma c'è un effetto alone anche sul resto dell'organismo.
Allora, immaginiamo di essere a letto, ma qui lo faremo anche stando seduti.
Non ve lo spiego: lo facciamo. Se volete chiudete gli occhi perchè tutto diventa più semplice e più concentrato. Fate un bel respiro, portate l'attenzione al vostro respiro. E ora visualizza la tua gamba destra: il piede, il tallone, il polpaccio, il ginocchio, la coscia, il gluteo; e adesso stringi forte forte tutti i muscoli della tua gamba destra, forte, forte, più forte che puoi, e poi di colpo lasciala andare. Ok!
Si ripete una seconda volta: visualizza ancora la tua gamba destra, piede, tallone, polpaccio, ginocchio, coscia, gluteo; e adesso stringi forte forte tutti i muscoli della tua gamba destra, forte, forte, più forte che puoi, e poi di colpo lasciala andare. Ok! La tua gamba destra è rilassata e il rilassamento comincia ad estendersi al resto dell'organismo.

E ora visualizza la tua gamba sinistra: il piede, il tallone, il polpaccio, il ginocchio, la coscia, il gluteo; e adesso stringi forte forte tutti i muscoli della tua gamba sinistra, forte, forte, più forte che puoi, e poi di colpo lasciala andare. Ok!
Si ripete una seconda volta: visualizza ancora la tua gamba sinistra, piede, tallone, polpaccio, ginocchio, coscia, gluteo; e adesso stringi forte forte tutti i muscoli della tua gamba sinistra, forte, forte, più forte che puoi, e poi di colpo lasciala andare. Ok! Ora le tue gambe sono rilassate.
Ora visualizza il tuo braccio destro: dita, palmo, polso, avanbraccio, braccio fino alla spalla. Stringi forte forte tutti i muscoli del braccio stringendo anche il pugno. E ora molla tutto di colpo.
Lascia che si rilassi tutto e poi ripeti: visualizza il tuo braccio destro: dita, palmo, polso, avanbraccio, braccio fino alla spalla. Stringi forte forte tutti i muscoli del braccio destro stringendo anche il pugno. E ora molla tutto di colpo.

Ripeti ora sul braccio sinistro: visualizza il tuo braccio sinistro: dita, palmo, polso, avanbraccio, braccio fino alla spalla. Stringi forte forte tutti i muscoli del braccio sinistro stringendo anche il pugno. E ora molla tutto di colpo.
Lascia che si rilassi tutto e poi ripeti: visualizza il tuo braccio sinistro: dita, palmo, polso, avanbraccio, braccio fino alla spalla. Stringi forte forte tutti i muscoli del braccio sinistro stringendo anche il pugno. E poi molla tutto di colpo. E ora anche le braccia stanno dando il loro contributo al rilassamento generale.

Ora visualizza il tuo collo. Muovilo da una parte all'altra un po' di volte e poi di colpo abbandonalo.
Ripeti: visualizza il tuo collo. Muovilo da una parte all'altra un po' di volte e poi di colpo abbandonalo.

Ora visualizza la tua spina dorsale: le cervicali, le dorsali, le lombari, le sacrali. Per rilassare la spina dorsale fai prima un grande respiro riempiendo completamente i polmoni, e poi soffiando fortemente e velocemente svuota di colpo i polmoni. Anche la spina dorsale si rilassa.
Ripeti: cervicali, dorsali, lombari, sacrali. Fai un grande respiro riempiendo completamente i polmoni, e poi soffiando fortemente e velocemente svuota di colpo i polmoni . Anche la spina dorsale ora è rilassata.

Ma resta un'ultima parte del nostro organismo dove si accumulano molte tensioni: il volto. Visualizzalo e con molta tranquillità muovi tutti i muscoli del volto strizzandoli, facendo mille smorfie, la bocca, il naso, le gote, gli occhi, la fronte. Senti tutte le tensioni che si smuovono e strizzale più forte che puoi facendo mille smorfie. Poi di colpo lascia andare.
Ripeti una seconda volta: visualizza il volto e con molta tranquillità muovi tutti i muscoli del volto strizzandoli, facendo mille smorfie, bocca, naso, gote, occhi, fronte. Senti tutte le tensioni che si smuovono e strizzale più forte che puoi facendo mille smorfie. Poi di colpo lascia andare.

E ora che hai fatto tutto questo stimola i due emisferi in questo stato di rilassamento generale, nel modo che preferisci.

Immaginate questo esercizio fatto quando vi coricate, e finito l'esercizio vi mettete piano piano nella posizione che preferite per dormire.

ESERCIZI di sintesi

Voi sapete che è molto importante esercitarsi. La felicità, ora la sapete, è frutto di un lavoro fatto con consapevolezza. Cominciamo ad unire un po' di questi esercizi: prendiamo una situazione che vi crea un po' d'ansia, prendete la frase negativa, prendete l'esatto contrario, cioè la frase positiva, preziosissima, e vi chiederò di fare l'esercizio dei 5 gradini da soli, rafforzando la frase positiva mentre contemporaneamente stimolate i due emisferi. Pronti? Via! Quando avrete finito riaprirete gli occhi e tornerete qui.

Continuiamo l'allenamento. Mi piacerebbe che voi usciste di qui questa sera con una serie di stimoli che vi spingano ad allenarvi. Prendete ora un'altra situazione d'ansia e fate la stessa cosa col "posto sicuro": situazione che vi crea ansia, frase negativa, l'esatto contrario cioè frase positiva, andate al vostro posto sicuro rafforzando la frase positiva, e contemporanea stimolazione dei due emisferi. Via! Inseriamo ora anche l'ancoraggio: nel momento in cui siete nel massimo del benessere possibile in questo momento, stimolate l'ancoraggio con pollice e indice della mano destra. Quando avrete finito riaprirete gli occhi e tornerete qui.

Bene. Continuiamo ad allenarci. Abbiamo anche il rilassamento differenziale di Jacobson. Individuate una terza situazione di ansia --- penso che tutti ne abbiamo alcune, non meravigliatevi: il prolema non è avere dei problemi, a meno che qui qualcuno sia un dio o una dea ... è un altro principio della psicologia: mai meravigliarsi di incontrare dei problemi, ma imparare a gestirli, è questo ciò che è importante. Allora, dopo aver individuato una terza situazione ansiogena (ne abbiamo un buon bagaglio, visto che non siamo dei o dee), poi immagine, frase negativa, esatto contrario e cioè frase positiva, rilassamento differenziale focalizzandosi sulla frase positiva e ancoraggio nel momento migliore.
L'ancora può essere qualsiasi cosa: pollice e indice, ma anche un tocco, un tono di voce, una parola, un'immagine, ... qualunque cosa facile, semplice, immediata, che voi inventate e che scegliete di collegare a quello stato di benessere. Pronti? Via! E poi tornerete qui.

Più si ripetono questi esercizi, o altri che su questi principi potete inventare, più velocemente potrete superare momenti di ansia, immagini di ansia anticipatoria, e con più serenità esaminare i passi da fare per andare con tutte le vostre energie verso il vostro obiettivo.

C'è un brevissimo flash che voglio regalarvi: un giorno l'ansia bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire, e non c'era nessuno! Noi potremmo dire: l'ansia bussò alla porta, la nostra capacità di consapevolezza e di gestione andò alla porta, e non trovò nessuno.

Possiamo ora riassumere i concetti centrali, perchè è lì che sta il segreto. Poi gli esercizi li potete inventare voi, ne potete inventare uno al giorno e scegliere quelli che più sentite efficaci per ognuno di voi, nella specificità di ognuno.

Vorrei essere riuscito a comunicarvi che:
  • "non sono le cose a farci paura, ma quello che noi pensiamo delle cose"
  • "il nostro organismo non ditingue fra realtà e immaginazione"
E allora coltiviamo l'immaginazione e avremo un enorme vantaggio perchè se rivedete i due disegni iniziali, invece di fare l'enorme fatica legata all'ansia e arrivare al traguardo con la lingua fuori, andremo piuttosto linearmente verso ogni situazione, con tutte le nostre energie abbastanza intatte, e con maggiore possibilità di farcela. Posso anche non farcela, e allora ne prendo atto, è un feedback che la realtà mi dà. La realtà mi prende a calci se io non la rispetto. Ma se io ho fatto il percorso più lineare del secondo disegno, anzitutto mi sono garantito di stare sufficientemente bene durante il percoso, poi se il mio rapporto con la realtà funziona continuerò a star bene, e userò le mie energie in qualunque situazione; ho invece sbagliato qualcosa? La realtà mi dà sicuramente un calcio, ma non mi scoraggio e mi chiedo "dove ho mancato?", "Cosa posso cambiare?".

In questo modo io ottengo più risultati:
  • non mi faccio fregare dall'ansia lungo il cammino e quindi faccio un percorso positivo, di sufficiente benessere
  • ho consapevolezza che può funzionare o non funzionare
  • se funziona continuo col metodo che ho sperimentato essere efficace
  • se non funziona so che devo cambiare. Non dò la colpa a nessuno, non dò la colpa al genitore, al professore, al compagno, all'amico, ecc.. Mi chiedo che cosa ho sbagliato in questo percorso? E intanto durante il percorso sono stato sufficentemente bene.

Ricordate che in psicologia la prima cosa che uno psicoterapeuta fa è capire il mondo della persona che ha davanti, capire cosa ha fatto fino a quel momento per cercare di superare il suo problema. Non ce l'ha fatta. Allora, conoscendo i suoi tentativi, metterli da parte perchè non hanno funzionato. E utilizzando le conoscenze e l'esperienza dovrà individuare un percorso che sia diverso dai suoi tentativi infruttuosi, e aiutare la persona a fare un primo piccolo passo diverso da prima, e poi un secondo passo e poi un terzo, e così via. E saranno passi diversi da quelli che la persona ha fatto senza risultati. La psicoterapia è sempre la ricerca, non facile, di piccoli passi di cambiamento. Ma io non posso individuare dei piccoli passi di cambiamento se non ho chiaro qual è il percorso che non ha funzionato.
Ognuno di noi cerca delle soluzioni, ma un altro principio della psicologia importantissimo ci dice che purtroppo quando un nostro comportamento funziona, tendiamo poi a ripeterlo anche in altre situazioni, senza alle volte chiederci se la situazione è cambiata. Un caso classico: è il professore che non capisce niente, è il professore che ha sempre il mal di pancia, è mio marito che non funziona, è mia moglie, è mio padre, è mia madre, il mio amico che non funziona. Usiamo degli scaricabarili, che in psicologia si chiamano proiezioni.
Questi approcci proiettivi non funzionano, non ci aiutano a risolvere un problema, perchè noi siamo "relazione". Questo significa che anche noi siamo un elemento del giro, del cerchio relazionale, e la cosa fondamentale, visto che gli altri non li possiamo cambiare, è chiederci: cosa posso cambiare io perchè la situazione si smuova? Qual è la mossa sbagliata che sto continuando a ripetere?

Siamo ormai verso la fine e concludiamo,per chi vuole, facendo l'ultimo esercizio. Lo abbiamo fatto anche alla fine del primo seminario, quello sul blocco, sul burnout. Perchè lo ripropongo? Perchè è un esercizio che punta sul senso di sè, sull'autostima. Se ognuno di noi riesce a pensare con forza "io valgo" e riesce a sentire il proprio valore.... qui siamo 80-90 persone, siamo tutti diversi e tutti valiamo.... ecco allora un esercizio puntato a coltivare il senso positivo di sè. Allora sarà più facile uscire anche dalle paure, guardare negli occhi le persone, le situazioni. Siete pronti?

ESERCIZIO "io valgo"

Chiudete gli occhi, portate l'attenzione al vostro respiro, fate un grande respiro. Il respiro è la vita dentro di noi, è l'ossigeno che permette a tutte le nostre cellule di lavorare. Questi 50 trilioni di cellule che formano ognuno di noi, che non sappiamo perchè, da tanti anni (pochi per alcuni, molti per altri) continuano a collaborare e non sappiamo perchè.
E mentre ascoltate il vostro respiro, la vostra vita, unica e irripetibile dentro di voi, in questo momento immaginate alle vostre spalle i vostri genitori che vi mettono una mano sulle spalle e vi sorridono. Al di là dei loro limiti vi hanno trasmesso la cosa più preziosa che hai: la vita. E ora sai che è tua, è nelle tue mani.
E dietro i tuoi genitori immagina i nonni che ti sorridono. E dietro i nonni immagina centinaia di volti che ti sorridono: sono i tuoi antenati, una catena infinita, lunghissima. Gente che ha lavorato, di generazione in generazione perchè la vita arrivasse fino a te, perchè tu e non un'altra persona, perchè tu potessi fare esperienza della vita.
E forse puoi pensare che in questa catena, in qualunque punto, se quella coppia avesse fatto l'amore un'ora dopo, cinque minuti dopo, tutto da quel punto in poi sarebbe cambiato e tu, tu, tu, non saresti mai esistito. E invece da migliaia di anni tutto avviene perchè tu, tu, tu fossi qui oggi a fare esperienza della tua vita.
E allora , ascoltando la vita dentro di te, immagina di voltarti verso i tuoi genitori, i tuoi nonni, i tuoi antenati, e al di là dei loro limiti, onorarli e ringraziarli per la vita che ti hanno trasmesso, e che ora è tua, unica e irripetibile.
E dopo averli salutati e ringraziati, voltati di nuovo e guarda ora davanti a te, la tua vita, che è nelle tue mani. E mentre ascolti la tua vita dentro di te, immagina di cominciare ad ascoltare una voce che arriva dalla parte più profonda di te, e che dice, forse debolmente all'inizio, ma che potrà rafforzarsi giorno dopo giorno, una voce che dice:

io valgo
io sono ..... (e qui metti il tuo nome)
e sono unica e irripetibile
e giorno dopo giorno
io sono capace
di percepire
e poi percorrere
con equilibrio
la mia strada.

State lì a godervi tutto questo, e la mia indicazione è: fatelo ogni giorno, a rafforzare ogni giorno il vostro senso di sè. Non permettete a nessuno di schiacciarvi. Rafforzate il vostro senso di sè, e più sarete forti dentro di voi, più coltiverete il bel tempo dentro di voi, più vi sarà agevole rapportarvi in modo equilibrato agli altri.

Alcuni libri utili:
  • "Vivi la vita che desideri con la PNL" di R. Bandler; ed Alessio Roberti (€19,90)
  • "Lasciare il passato nel passato, tecniche di auto aiuto nell'EMDR", di .F Shapiro; ed Astrolabio (€27)
  • "La paura è una sega mentale, come liberarsene per sempre", di G.C. Giacobbe; ed Mondadori (€16)
  • "Come diventare Budda in cinque settimane", di G.C. Giacobbe; ed Ponte alle Grazie (€12)
  • "Usare il cervello per cambiare", di R. Bandler, ed. Astroabio (€12)