venerdì 6 agosto 2010

058- La sessualità(2) Ieri ho assistito ad una festa deliziosa con i bimbi di Sassari che portano ogni anno i piccoli "candelieri". A ferragosto gli adulti porteranno i grandi "candelieri". Un rito di fertilità che si ripete ogni anno da secoli, fatto danzando con questi simboli fallici. E' stupefacente osservare come la natura gioca con la nostra sessalità, al di là di ogni consapevolezza!

giovedì 29 luglio 2010

057- Nostra madre terra(11) Oggi ho pulito gli ulivi pensando a ciò che ci dà la nostra madre terra. Così l'ho accarezzata e le ho sistemato un po' i capelli! Con le cicale come sfondo, il canto del gallo, delle galline, delle faraone. E il mondo che attorno vive e lavora, soffre e gode, in un ciclo che si ripete uguale e assieme diverso da miliardi di anni. E mi sento parte di tutto ciò, pur sapendo che avrei potuto non esistere mai: bastava che i miei genitori, o nonni, o qualunque dei miei antenati facesse l'amore un'ora dopo! E invece tutto è avvenuto da sempre perchè io, e non un altro, fossi qui, oggi, a sistemare un po' i capelli alla nostra madre terra!

giovedì 22 luglio 2010

056- L'amore(9) Oggi festeggio con Marilena 31 anni di innamoramento! Un bilancio intenso, che cerchiamo di gustare e arricchire giorno dopo giorno.

giovedì 15 luglio 2010

055- La vita(3) Leggo l'ultimo libro di Hans Kung: "Ciò che credo" (Rizzoli). Amo l'etica della conoscenza e sono agnostico. Anche Kung ama l'etica della conoscenza ed è credente e teologo dell'università di Tubinga. Sa e scrive che non si potrà mai dimostrare né l'esistenza né la non esistenza di un Creatore. Ed è splendido quando a pg. 315, di fronte al mistero della conclusione del ciclo della vita, ha la forza e il coraggio di scrivere: "E se dovessi essermi abagliato e non entrassi nella vita eterna di Dio, ma nel nulla? Allora avrei comunque condotto, l'ho detto spesso, una vita migliore e più sensata che non senza questa speranza". Amiamo l'etica della conoscenza!

domenica 11 luglio 2010

054- La vita (2) Sì, la vita cos'è? Nessuno ha una risposta e l'epistemologia ci dice che non l'avremo mai una risposta...La vita posso solo cercare di viverla bene, a modo mio...E io penso che la persona felice vive nella saggezza della costante scoperta del momento presente...Anche il tramonto dell'altra sera! O godersi Beatrice che in questo momento sta guardando i Barbapapà...

domenica 27 giugno 2010

053- Nostra madre terra(10) Raccolgo saporite prugne ed albicocche, nel mio giardino fiorito e profumato. Poi osservo le immagini di un terremoto maremoto. E penso alla vita e alla nostra madre terra.

venerdì 25 giugno 2010

052- La vita(1) L'uomo è un animale sessuato, politico, economico e religioso. L'uomo è un animale sessuato: è la base, e se la accettiamo dà sapore alla vita. L'uomo è un animale politico: è unendosi agli altri nella polis, nelle aggregazioni locali, nazionali, mondiali che riesce a rispondere a tanti bisogni organizzativi e tecnici. Un altro dei sapori della vita. L'uomo è anche un animale conomico: ogni nostro atto, dal gioco, agli affetti, al lavoro, ai vari momenti del ciclo della vita, tutto ha anche risvolti economici. L'uomo è un animale religioso. "Religare" cioè legare a qualcosa. Sentiamo il bisogno di una risposta alla domanda "cos'è la vita", e cerchiamo la risposta "legandoci" ai totem, ai re, agli dei, alla madre terra, al bosone di Higgs, ecc. Ognuno si lega per storia, per cultura, per altri percorsi personali. Non abbiamo una risposta, ma tanti tentativi di risposta. E nessuna risposta è dimostrabile. Lo sappiamo solo dal 1931, quando Karl Godel ha dimostrato il teorema dell'incompletezza: ogni sistema è incompleto, intriso di assiomi, paradossi e antinomie. Anche la matematica si basa su assiomi: indimostrabili per definizione, come ogni "religione". E' liberatorio sapere che ognuno ha il dirittto di incanalarsi in qualche assioma, in qualche presupposto. Ed è delizioso allenarsi a rispettare gli assiomi e i presupposti degli altri. Assiomi e presupposti indimostrabili. Resta il problema delle scelte concrete da prendere. Finora l'umanità ha vissuto molte guerre difendendo assiomi e presupposti. Ma quante mediazioni concrete avvengono nel silenzio, portatrici di pace, di serenità e anche di possibile felicità! Sì, sentiamo il bisogno d essere persuasi del valore dell'esistenza, lottiamo per affermarlo, ma sentiamo anche che nessuno ha in mano la risposta, e concretamente combatiamo o mediamo, giorno dopo giorno, generazione dopo generazione, in un avventuroso cammino che avrà fine solo con l'esaurirsi della vita del nostro piccolo, grande sole, la stella che alimenta quella vita che nessuno sa cosa sia!

venerdì 11 giugno 2010

051- Serenità(2) Nel 2010 ho compiuto 68 anni e mi avvio ora ai 69: allora avrò vissuto un terzo, il primo terzo della mia vita, nell'alveo angusto e sostenente della chiesa cattolica, e i successivi due terzi toccando i molti lidi della libertà e dell'etica della conoscenza. Spostando paletti e confini, gustando i molti sapori della vita, dolci o amari, sperimentando. Riuscendo  a coniugare emozioni e ragione. Tutto è stato utile e tutto mi è stato possible utilizzare, se posso dire oggi: mi sento una persona serena, e frequentemente felice.
050- Serenità(1) Nella mia vita professionale ho incontrato un mare di gente. Non è esattamente la felicità quella che cercavano, ma la serenità. E mi viene in mente una preghiera, alle volte attribuita all'imperatore Adriano, altre volte alla tribù dei Cherochee: "Dammi la serenità di accettare quello che non posso cambiare, dammi la forza di cambiare quello che posso cambiare, e dammi la saggezza di capirne la differenza". Ma la tappa successiva c'è, ed è la felicità. Watzalwich ci indica una strada: "La persona felice vive nella saggezza, della costante scoperta del momento presente".
049- Le favole(1) Vedo quanto ha bisogno di favole la mia nipotina, e noi quando eravamo bimbi. Perchè? Poi vedo le storie che ci raccontiamo da adulti coi film, i romanzi, le soap opera, internet, ecc. E vedo la struttura favolistica delle religioni e delle filosofie. Anche ogni scoperta scientifica fa scattare fantasie favolistiche. Ma quanti risvegli dolci o amari, ad ogni età, nella concretezza del quotidiano. Abbiamo certo bisogno di favole e di storie per reggere l'impossibilità di dare una risposta razionale alla domanda fondamentale: cos'è la vita? Trovo la pace non nelle favole, non nelle storie, non nelle religioni, non nelle filosofie: tentativi affascinanti, ma epistologicamente non convincenti. Trovo invece la pace nell'etica della conoscenza.

sabato 22 maggio 2010

048- La sessualità(1) Se osservo gli esseri viventi vedo che è fortissima e onnipresente la spinta sessuale nelle sue più diverse forme e articolazioni. Alla natura interessa davvero e soltanto che la vita si moltiplichi, le interessa solo il patrimonio genetico. In noi la sessualità fa parte di quelle cose, come il denaro per vivere, che quando non le abbiamo ne sentiamo prepotentemente la mancanza, e quando le abbiamo si trasformano in uno degli elementi normali della nostra vita. E come tutti gli aspetti della nostra vita tocca a noi cercare di far sì che ne diventi un elemento soddisfacente. E se ci riusciamo entra nel reciproco e impegnativo gioco costruttivo dell'amore, diventa una delle tante delizie che l'amore ci riserva (vedi i post "L'amore").
047- Ringraziamenti(2) Ora ho due cristallini nuovi. Diversamente non avrei più potuto guidare. Un grazie a chi ha lavorato per questa tecnologia, capace di intervenire in un punto così delicato del nostro organismo. La conoscenza in ogni campo mi stupisce sempre, splendidamente. La conoscenza in ogni campo ci libera passo dopo passo. E' delizioso percepire quanti sforzi di conoscenza si fanno in ogni settore, da quelli apparentemente più umili a quelli più difficili e delicati. Ognuno può fare la propria parte. Io cerco di fare la mia e mi sento piacevolmente circondato dal lavoro di più di 6 miliardi di persone. Al di là di tutti i nostri limiti, un caldo grazie collettivo. Amo sempre più l'etica della conoscenza.

sabato 24 aprile 2010

046- Nostra madre terra(9) Nell'agrumeto c'è un'esplosione di zagara, i fiori degli agrumi, con un profumo inebriante che pervade tutta la campagna. Mentre gli altri frutti si preparano a maturare durante la primavera e l'estate, gli agrumi stanno già lavorando per il dono che ci accompagnerà per tutto l'autunno, l'inverno e la prima parte della lontana primavera. Cara nostra madre terra!

lunedì 19 aprile 2010

045- Ringraziamenti(1) Ieri ho compiuto 68 anni. Per me è il giorno del ringraziamento. Grazie ai miei antenati e ai miei genitori, che mi hanno trasmesso la vita. Se qualcuno di loro avesse fatto l'amore un'ora dopo, probabilmente tutto sarebbe cambiato, e io non sarei mai esistito. Grazie! Grazie alla mia maestra elementare per avere insegnato con affetto. Grazie a coloro che mi hanno sovvenzionato gli studi. Grazie al mio coraggio per essere stato capace di esplorare tante strade, lavori, case, luoghi, modi di pensare. Grazie a chi mi ha minacciato di lasciarmi e a chi mi ha licenziato più volte. Ogni volta è stato un dolore, ma poi una scoperta: ogni volta che si è chiusa una porta si è aperto un panorama imprevisto e affascinante. Grazie alla mia psicanalista che mi ha preparato alla deliziosa professione di psicoterapeuta. Grazie alle aziende di ricerca di mercato che mi hanno fatto toccare con mano l'importanza della comunicazione: senza questa esperienza sarei stato uno psicoterapeuta meno consapevole. Grazie ai miei clienti che con la loro fiducia e il loro impegno mi hanno insegnato molto della vita. Grazie a Marilena, con la quale festeggio con emozione 31 anni di innamoramento. Grazie infine a tutti coloro che ho incontrato sul mio percorso, con legami dai più forti ai più occasionali: tutti hanno un posto e un significato nella mia vita.

martedì 13 aprile 2010

044- La conoscenza(5) Torno da un viaggio in Sicilia. Una terra colma di bellezze naturali e carica di storia. Testimonianze di grande bellezza, dalla Magna Grecia al Medioevo al barocco. Il liceo classico mi ha insegnato a godere di queste bellezze. Ma oggi, a 68 anni, è successo qualcosa che non avevo mai vissuto così intensamente: quelle testimonianze sono frutto di sete di potere economico, politico e religioso. Lo sapevo con la mente, con la ragione, ma tutto questo non era mai arrivato al fondo del mio mondo emotivo. Cefalù che costruisce la cattedrale per dimostrare la sua maggior potenza politico-religiosa sulla cattedrale di Palermo. Poi Monreale nata per dimostrare la sua maggior potenza su Cefalù. Come a dire: io sono più potente, dio è con me. Sfruttando eserciti di uomini, donne e bambini. Dalle piramidi a Monreale, dalla reggia di Cnosso a San Pietro... Ho provato per la prima volta un senso di ribrezzo e di grande tristezza. Dopo un po' è scattato altro: un senso di tenera solidarietà coi nostri antenati, non coi potenti politici e religiosi di ieri e di oggi, ma con gli altri. E ho provato a godere anche per loro (che sono in me, nel mio patrimonio genetico) di queste bellezze, fruibili oggi in un clima di democrazia, per quanto altalenante, precaria e difficile, ma in cammino. Intellettualmente lo sapevo, ma il mio mondo emotivo non lo sapeva ancora. Oggi so e sono felice che sia scattata in me una piacevole intelligenza emotiva rispetto alle bellezze che la nostra storia travagliata ci presenta. E' un piacere nuovo, più caldo e solidale. Amo sempre più l'etica della conoscenza intelletuale-emotiva. 
 

martedì 23 marzo 2010

043- L'amore(8). Un altro degli allenamenti all'amore? Sì: da fare un paio di volte la settimana! Mettetevi in soggiorno, o a letto, o ai bordi di un fiume, o in un bosco, o ... Puntate la sveglia del cellulare a 7 minuti. Uno di voi inizia a parlare di sè, dei propri vissuti, delle proprie emozioni, sapendo che l'altra persona ascolterà in totale silenzio, intenta non a giudicare, ma solo a cercare di cogliere il vissuto dell'altro, il modo di pensare dell'altro, il mondo dell'altro. Suona la sveglia e la prima persona si ferma senza finire la frase, di colpo. L'altra persona punta a sua volta a 7 minuti la sveglia e iniza a parlare, anche lei sapendo che non sarà mai interrotta, non sarà mai giudicata, ma sarà ascoltata con attenzione e interesse. Suona la sveglia e anche la seconda persona si ferma, di colpo. Di tutto quello che è stato detto non si parla più, lo si lascia sedimentare dentro ognuno e si continua semplicemente la giornata. Verrà voglia di parlare di quelle cose: ci si morde la lingua e si rimanda all'allenamento successivo, lasciando sedimentare il tutto. Al prossimo allenamento si inverte il turno: la seconda persona inizierà per prima, e così via. Quando decidete di fare questo allenamento, fatelo almeno per due volte la settimana, per alcune settimane. Sette minuti potranno sembrare pochi, ma vi accorgerete che non sono scelti a caso.

domenica 21 marzo 2010

042- Nostra madre terra(8). Oggi 21 marzo. Oggi qui 20 gradi all'ombra. Inizia la primavera, la rinascita. Fiori di gocce d'oro che si aprono e promettono deliziose dorate prugne. E gemme dei più vari frutti che si gonfiano. E fiori di agrumi che, ancora con le arance sugli alberi, stanno per sbocciare, per preparare agrumi per l'autunno e l'inverno. Un ciclo continuo e misterioso di vita, riposo e rinascita con sempre nuovi frutti. Cara madre terra!

venerdì 19 marzo 2010

041- L'amore(7). Allenarsi ad amare? Sì! E' possibile fare degli allenamenti molto utili, tenendo presente Laborit (vedi post 038). Anzitutto essere consapevoli che se ci si ferma ad attrazione e innamoramento tutto è destinato a finire. Se ci interessa che non finisca bisogna allenarsi con determinazione! Se ci si allena ambedue il risultato è delizioso. Se è invece una sola parte ad allenarsi, o quella parte si stanca di dare, o l'altra parte si stanca di ricevere (ci si stanca anche di ricevere!), e tutto finisce. Ecco uno dei tanti allenamenti utili. Ognuno pensi ogni sera, da solo, che cosa piace all'altra persona, dalle cose apparentemente più insignificanti, alle più grandi. Scelga ognuno, all'insaputa dell'altro, la cosa più piccola e apparentemente più insignificante che gli è venuta in mente. La inserisca nella propria tabella di marcia del giorno dopo e la faccia. Ognuno tenda poi l'attenzione il giorno dopo a tutte le cose positive che gli arrivano dall'altra persona, e cerchi di indovinare quella che l'altro ha inserito come variante positiva, sapendo che sarà la più piccola fra tutte le cose che sono piaciute. Giorno dopo giorno. Tenendo presente Laborit. E' delizioso!

martedì 16 marzo 2010



040- La conoscenza(4). Sono due i campi della conoscenza: la conoscenza umanistica e la conoscenza scientifica. La conoscenza umanistica dipende dal luogo e dal tempo: ogni luogo e ogni tempo ha la propria arte, letteratura, musica, religione. E' il regno della sensibilità, del gusto, della libera scelta, nella consapevolezza della sua relatività sociale e individuale. La conoscenza scientifica è indipendente dal luogo e dal tempo, dipende solo dal perfezionarsi della capacità di osservare e della capacità di dimostrare. La conoscenza scientifica in un determinato tempo tende ad essere una sola, seppur in costante divenire. La dimostrazione è il cuore della conoscenza scientifica. Nella nostra vita quotidiana due più due fa quattro. Nella nostra vita quotidiana invece dio può esserci o non esserci, o esserci in tanti approcci diversi secondo il tempo, il luogo, le culture. Non si dà dimostrazione nè dell'esistenza, nè della non esistenza di dio, quindi neppure di quale cultura abbia il dio vero. Forse solo l'agnostico è in grado di gustare fino in fondo la libertà, la consapevolezza liberatoria dell'indimostrabilità dell'esistenza o della non esistenza di dio. Quella consapevolezza dell'inconoscibilità profonda della realtà, che fa scegliere umilmente e serenamente (e non è cosa facile) l'etica della conoscenza. Nel rispetto pieno della legittimità delle diverse scelte umanistiche culturali e soggettive. 
039- La conoscenza(3). Scriveva Einstein: "La nostra conoscenza, se paragonata alla realtà, è primitiva e infantile. Eppure è il bene più grande di cui disponiamo". Vivere l'etica della conoscenza è forse la scelta più liberatoria, ma nella consapevole accettazione dei nostri limiti rispetto ad una realtà misteriosamente inconoscibile.