123- I libri che amo(5) Carissimo Vito, ho appena letto il tuo dialogo con Paolo. Viaggiate su due parallele, ognuno sulla propria legittima strada. La nostra ragione mostra tutti i suoi limiti. Non c'è soluzione quando si guarda oltre la ragione. Anche se, nel lanciare lo sguardo oltre, sento in qualche modo più vicino a me il tuo sguardo. In modo poi molto personale il mio sguardo mi dice così: la vita non ha senso di per sé, e il senso glielo possiamo dare solo noi, ognuno di noi. Il senso che io le do è questo: non sento il bisogno di pensare che c'è dio e che dio è amore, sento invece che è l'amore ad essere dio. L'amore di coppia è dio, l'amore materno, l'amore paterno, l'amore filiale, l'amore amicale, l'amore sociale... E per amore intendo quel che si prova dentro quando, a quei diversi livelli, si sperimenta la reciproca attenzione, la reciproca accettazione, la reciproca condivisione... A 71 anni non sento il bisogno d'altro: il piacere e la fatica di coltivare tutto questo mi riempie e mi
appaga. Grazie per aver accettato di scrivere quel libro.lunedì 13 maggio 2013
123- I libri che amo(5) Carissimo Vito, ho appena letto il tuo dialogo con Paolo. Viaggiate su due parallele, ognuno sulla propria legittima strada. La nostra ragione mostra tutti i suoi limiti. Non c'è soluzione quando si guarda oltre la ragione. Anche se, nel lanciare lo sguardo oltre, sento in qualche modo più vicino a me il tuo sguardo. In modo poi molto personale il mio sguardo mi dice così: la vita non ha senso di per sé, e il senso glielo possiamo dare solo noi, ognuno di noi. Il senso che io le do è questo: non sento il bisogno di pensare che c'è dio e che dio è amore, sento invece che è l'amore ad essere dio. L'amore di coppia è dio, l'amore materno, l'amore paterno, l'amore filiale, l'amore amicale, l'amore sociale... E per amore intendo quel che si prova dentro quando, a quei diversi livelli, si sperimenta la reciproca attenzione, la reciproca accettazione, la reciproca condivisione... A 71 anni non sento il bisogno d'altro: il piacere e la fatica di coltivare tutto questo mi riempie e mi
appaga. Grazie per aver accettato di scrivere quel libro.domenica 21 aprile 2013
122- La vita(27) La mia nipotina, quasi 9 anni, abbracciandomi mi ha detto: "Nonno, quando avrò la tua età io voglio essere come te". "Sarò molto contento, perchè significa che sarai felice come io lo sono". Mi guarda e: "Nonno, ma tu non ci sarai più, sarai diventato humus". "Sì, e quando mangerai un frutto, o coglierai un fiore potrai dire - ciao nonno!-". Io spesso, quando rado l'erba, o taglio i capelli agli alberi, o vado nell'orto saluto i miei antenati!".
Proprio così, affettuosamente, serenamente.
Proprio così, affettuosamente, serenamente.
mercoledì 20 marzo 2013
121- Le favole(7) Ci sono novità nell'aria. Papa Francesco dice ai giornalisti: "So che alcuni di voi sono atei e io li rispetto". Poi si rivolge al mondo e afferma che tutti, credenti e non credenti, tutti insieme hanno il compito di "custodire la terra". C'è aria nuova. Cattolicesimo, protestantesimo, mussulmanesimo, ebraismo, ateismo, agnosticismo, animismo, solipsismo, ecc. possono sentirsi uniti nella consapevolezza di essere non "la verità", ma tutte "favole utili", anzi "necessarie". Utili e necessarie per rispondere, secondo percorsi culturali (collettivi o individuali) al bisogno di risposte sui temi fondamentali della vita. Risposte tutte indimostrabili, ma legittime. Specialmente dopo Godel (1931: teoremi dell'incompletezza) e dopo l'interpretazione di Copenhagen (Bohr e Heisenberg 1927: ogni esperimento influenza il risultato). Nel comune sforzo di un rispetto reciproco, nel cercare modi possibili di convivenza.
mercoledì 20 febbraio 2013
120- La vita(26) Ho vissuto la morte. Stavo annegando. Mi sentivo morto. Ho percepito di colpo in un'immensa pace, e in un attimo ho avuto davanti a me, dentro di me, tutte le cose belle della mia vita. Erano immagini. Una sensazione di immensa bellezza. Poi è avvenuto qualcosa ed ero salvo, ancora vivo. Da questa esperienza sento che nel momento finale della vita avviene qualcosa che fa tacere tutti i sensi e ti immerge in un mondo di grande bellezza. Mi piace pensare che sia il ritorno nel grembo della madre terra e del padre universo, il loro abbraccio!
119- La vita(25) Al risveglio, ogni mattina, sento la pesantezza del non senso della vita. Mi alzo solo quando ho portato a termine il lavoro di costruirmi un senso. E mi riesce ogni mattina. Immagino Marilena, Graziana, Beatrice, i famigliari, gli amici, i clienti, la gente, la terra, il mondo, l'universo. E mi sento in pace, in una relazione costante e nutriente, un tuttuno con loro. E attraverso loro un tuttuno col padre universo e la madre terra. Ogni mattina vado oltre il non senso e mi conquisto il piacere di star bene.
giovedì 17 gennaio 2013
118- La società(3) Leggo che noi del primo mondo, Europa e Nord America, siamo l'8% della popolazione mondiale. Leggo che consumiamo più del 50% delle risorse mondiali. C'è poi una classe dirigente del terzo mondo, nostra complice, ricchissima. Un 2%? Quindi circa il 10% della popolazione mondiale, che consuma più del 50% delle risorse. Il calcolo allora è semplice: ogni abitante del primo mondo, più la classe dirigente del terzo mondo (nostra complice) ha alle spalle in media 9 schiavi a testa, che permettono ad ognuno di noi il nostro livello di vita. Riflettere su questo aiuta?
domenica 6 gennaio 2013
117- I libri che amo(5) Leggo "La confessione" di Tolstoi e mi riconosco appieno nel suo percorso, fino alla scoperta finale dell'infinito. Oltre la siepe della ragione c'è l'inconoscibile, l'indimostrabile, l'irraggiungibile, l'infinito. Godel (i teoremi dell'incompletezza) e Heisemberg (il principio di indeterminazione) ci hanno dato gli strumenti per capire cosa sifgnifica l'area oltre il razionale. Il concetto di "irrazionale necessario" di Mainardi ("L'animale irrazionale") ha aggiunto un altro prezioso elemento di comprensione. Oltre i confini della ragione si estende il libero territorio delle favole e delle fantasie. Necessarie, per il bisogno che abbiamo di trovare un senso alla vita. Un territorio in cui siamo liberi, con un solo vincolo: nessuno pensi che la propria favola, la propria fantasia sia la verità. Può essere molto difficile, ma quanto è liberatorio accettare, con Socrate, di sapere di non sapere!
domenica 16 dicembre 2012
116- La sessualità(7) Internet è pervasa di stimoli, sollecitazioni, ammiccamenti sessuali. La nostra animalità è continuamente sollecitata. Ma chi dà stimoli verso la costruzione dell'amore umano fra adulti? Che è attenzione reciproca, rispetto reciproco, impegno reciproco, passione reciproca, progetto reciproco, piacere reciproco, ... reciproco, ... reciproco, ... reciproco, ... Solo così le emozioni dell'innamoramento si rinnovano continuamente, per tutta la vita.
martedì 11 dicembre 2012
115- La sessualità(6) Provate a fare questo esperimento: allenatevi a guardare le persone attorno a voi come se fossero nude. A me accade che tutte le diversità anagrafiche, economiche, culturali, professionali, sessuali si allontanano e vanno sullo sfondo. In primo piano mi appare invece la comune umanità. Le individualità mi si presentano in modo nuovo. La comnplessità individuale si illumina, esaltata dalla comune umanità. Serena o tragica, forte o debole, grande o piccola, dolce o dura, accogliente o aggressiva, ricca o misera, generosa o narcisista, solidale o egoista...umanità. Cara, tenera, nuda, disarmante individualità, nella comune umanità.
lunedì 3 dicembre 2012
114- La società(2) Abbiamo due problemi centrali. Ricordo che negli anni '50, sui libri delle scuole medie, studiavo che la Terra era abitata da quasi 2 miliardi di persone. Oggi ci avviamo verso gli 8 miliardi e a crescere: la Terra fa fatica a reggerli. Ecco allora il primo problema a livello globale: la demografia. E' irazionale non affrontarlo, ma sembra che questo stia avvenendo nel mondo: vincono animalità ed emotività, abilanciando la Terra. Abbiamo un secondo problema, presente per ora solo nel mondo occidentale: l'invecchiamento della popolazione. Nel futuro si potrebbe presentare a livello globale. Dobbiamo cominciare a valorizzare le risorse tipiche della vecchiaia: l'esperienza, la professionalità. Noi occidentali abbiamo il compito di inventare per primi qualcosa che superi il concetto di "pensione". Il futuro ci impone di integrare nel sistema socio-economico l'esperienza degli anziani in modi totalmente nuovi, con ritmi, tempi, modalità ancora tutti da inventare. Qualcuno ci sta provando (vedi www.aistpmilano.it)
113- La società(1) Mondo minerale, vegetale, animale. Apparteniamo al mondo animale. L'evoluzione ci ha fornito una capacità razionale e una consapevolezza emotiva superiori negli ultimi 100.000 anni. Non sappiamo cosa saremo fra altri 100.000 anni. Oggi stiamo bene quando riusciamo ad integrare animalità, razionalità, emotività. Se l'equilibrio non tiene siamo preda di di ansie e paure irazionali, o di calcoli cinicamente spietati, o di comportamenti animalescamente aberranti. La crisi socio-economica attuale ha una delle sue radici nell'animalesca sete di denaro-potere: l'homo homini lupus di Hobbes. Il sistema finanziario, in combutta col sistema politico, ha esasperato la sete di denaro-potere, incapace di vedere lo squilibrio che si creava.
giovedì 29 novembre 2012
112- La sessualità(5) Osservo i mass media, ascolto le parole attorno a me, osservo la comunicazione pubblicitaria, ecc.: la sessualità è in ogni dove. Se rifletto sui nostri antenati animali, vedo che la lotta per esprimere la propria sessualità è centrale. In fondo, espressa, camuffata o sublimata in mille modi, è così anche per noi. Col maschio che domina. E solo da pochissimi anni una donna che rivendica e lotta per la pari dignità. Sarà un cammino lungo, lunghissimo, ma appassionante.
sabato 17 novembre 2012
111- La verità(2) Cosa significa essere individui? Osservo che cresciamo "specchiandoci". La recente scoperta dei neuroni specchio è stata molto importante. Se io fossi nato in un ambiente mussulmano, lì mi sarei specchiato, e oggi mi vedrei prostrato a terra più volte al giorno, rivolto verso La Mecca, a pregar, venerando convinto un pezzo di pietra nera là custodito. Se fossi nato a Gerusalemme, lì mi sarei specchiato, e andrei al muro del pianto, convinto, a infilarvi bigliettini ciondolando. Se fossi nato in una delle tribù cosiddette primitive, ancora esistenti oggi, lì mi sarei specchiato, e mi troverei prostrato davanti a degli alberi scolpiti, a dei totem, pienamente convinto. Fino a circa 22 anni mi sono specchiato in una famiglia cattolica convinta, e con la comunione credevo pienamente di mangiare il corpo e il sangue di Cristo. Chi diceva che era solo un simbolo si sentiva rispondere: "No, il dogma dice che avviene una transustanziazione, che cioè quel pane e quel vino cambiano sostanza e diventano il corpo e il sangue di Cristo". A 22 anni la sessualità mi ha portato a specchiarmi per reazione nell'ateismo. Poi lo studio a rispecchiarmi nell'umanesimo agnostico. E non so quali specchi ancora mi aspettano nei prossimi anni! Non c'è verità, e noi siamo il frutto dell'esperienza che facciamo, degli specchi che nascendo e crescendo incontriamo. Possiamo solo imparare a rispettare le differenze e coltivare la non facile capacità di sorridere delle nostre differenze.
giovedì 15 novembre 2012
110- La verità(1) La verità è irraggiungibile. Noi siamo come sulle sponde di un fiume, un fiume immenso, come un mare, come un oceano. Dove scorre la vita: miliardi di miliardi di vite. Gli uomini, gli animali, i vegetali, gli elementi. La vita scorre e noi osserviamo e vorremmo capire. Le sponde sono le religioni e le altre illusioni, compresa la scienza. Ma la verità è là sotto, nella profondità irraggiungibile del letto del fiume, del mare, dell'oceano. Perchè sentiamo il bisogno di spiegazioni per vivere, ci costruiamo illusioni: religioni, filosofie, scienze. Anche la scienza rischia di essere un'illusione: non basta sapere che l'universo (o gli universi?) è fatto di atomi, che gli atomi sono fatti di elettroni protoni e neutroni, che queste particelle sono fatte di quanti di energia. E' molto utile per vivere, come lo sono le religioni e le altre illusioni. Ma la verità resta là, il letto irragiungibile in fondo al fiume, al mare, all'oceano. Se si è consapevoli di questo si può sorridere di tale "irrazionalità necessaria" e si può vivere accettando serenamente tutte le diversità. Accetto di non capire. Accetto che la verità è oltre le nostre possibilità. E vivo giorno dopo giorno, serenamente, accettando l'"etica della conoscenza". Accettando che anche la conoscenza non è la verità. Questa è la mia "illusione". E sorrido.
venerdì 26 ottobre 2012
109- La vita(24) Ieri ho fatto un sogno. Interpretato secondo il metodo delle libere associazioni mi diceva: non hai trasmesso il tuo patrimonio genetico, non hai trasmesso la vita che hai ricevuto. Sorrido al mio inconscio che parla, e lo capisco. La spinta alla procreazione è fortissima, ma consapevolmente ho fatto una scelta diversa: occuparmi delle vite che già esistono, da quelle affettivamente più vicine, a quelle apparentemente più lontane, i pazienti, il volontariato, la società in generale. Caro tenero inconscio, che fa sentire le sue spinte. Caro tenero super-io, che mostra le necessarie regole sociali. Caro tenero io, che fa le proprie scelte cercando un continuo equilibrio fra inconscio e super-io, tenendo come fari l'etica della conoscenza e la consapevolezza emozionale. Serenamente.
mercoledì 17 ottobre 2012
108- Nostra madre terra(17) Oggi abbiamo raccolto le olive. Sono e siamo fatti della loro stessa sostanza: elettroni, protoni, atomi. Francesco d'Assisi l'aveva intuito: nostro frate sole, nostra madre terra, sorella acqua, ecc. Oggi le conoscenze di astrofisica ci dicono che dal big bang sono nati tutti i protoni ed elettroni che hanno formato l'universo. Temperature enormi nelle stelle li hanno poi assemblati a formare tutti i diversi atomi della tavola di Mendeleiev. Tutti, animali, vegetali, minerali siamo figli del big bang e delle stelle! Guardo le olive e le sento amiche, sorelle, fatte degli stessi atomi di cui è fatto il mio organismo, semplicemente assemblati in modo diverso. E raccogliendo le olive abbraccio l'universo, perchè una volta concluso il mio ciclo di vita, quando non riusciranno più a collaborare fra loro nel mio organismo, i miei atomi si ricicleranno nell'universo, in un riciclo infinito. Perchè elettroni e protoni non hanno fine.
giovedì 20 settembre 2012
Tu, viandante dell'universo
che attraversi la vita come meteora, non rendere vana la tua caduta nel vuoto
non giungere nulla nel nulla
ma dai un senso alla tua effimera presenza
in questa effimera realtà
coltivando la più sublime delle realizzazioni
e la meta più alta della COSCIENZA
che rende grande la Materia:
l'AMORE attraverso il NON ATTACCAMENTO.
Un buddha è dentro di te:
fallo crescere fino a divenire
un'altra sua incarnazione.
Nell'eterno fluire dal nulla al nulla
fa' che fra un nulla e l'altro
la COSCIENZA e l'AMORE
prendano il posto nell'evoluzione
di questo universo.
(Giulio Cesare Giacobbe: "Come diventare un Buddha in cinque settimane", ediz. Ponte alle Grazie)
domenica 19 agosto 2012
106- I viaggi(1) In questo periodo estivo di vacanza e di viaggi, mi ha colpito una frase di Proust: "Viaggiare non è andare in posti nuovi, ma avere nuovi occhi". Mi rendo conto che nella mia vita, nei miei 70 anni di vita, ho cambiato molte volte gli occhi (vedi post 103-La vita(22)). Questi sono stati i miei veri viaggi importanti. Ne sono felice. Chissà quali saranno i prossimi nuovi occhi!
mercoledì 18 luglio 2012
105- La vita(22) So che rinascerò, un giorno a primavera (vedi post n° 079). Ogni mattina apro gli occhi e dico grazie alla vita che mi sta dando un giorno nuovo. Sorrido e vivo momento per momento la mia giornata. La gusto, la assaporo, le sorrido. Sorrido osservando la vita di ogni persona che incontro. Sorrido al non senso della vita e a tutti i sensi che invece ognuno di noi cerca di darle. Il senso che io le dò, la mia favola, è questa: accetto il non senso della vita e semplicemente vivo gustandomi giorno dopo giorno affetti, lavoro, natura,... Ne godo il bello e ne affronto le difficoltà, con forza tranquilla, cercandone le vie d'uscita.
domenica 10 giugno 2012
104- La vita(21) Non è facile mettersi nell'ottica della psicobiologia e pensare al nostro organismo come un "organismo direzionale", capace di reagire ai fatti della vita e capace di una certa autoguarigione. Non è facile accettare che la nostra storia biologica si esprime in impulsi iscritti storicamente e biologicamente nel nostro organismo. E non è facile accettare che nel concetto di autoguarigione si innesta necessariamente anche il concetto di morte (mentre un genitore trasmette ai figli la vita trasmette loro anche la morte), come parte di un processo vitale più grande di noi, grande non solo come la Terra, ma come l'Universo (o gli Universi, secondo la teoria delle stringhe). Non è facile accettare che siamo dentro un meccanismo immenso: non è facile accettare che la vita avrebbe potuto svilupparsi in altre forme e noi sparire o mai apparire. Non è facile accettare che siamo il frutto fortunato di una lunghissima evoluzione che sta continuando e che inevitabilmente, come ci insegna l'astrofisica, porterà alla sparizione del genere umano, della Terra, del sistema solare. Non è facile accettare infine quello che l'epistemologia ci spiega e cioè che capiremo sempre più cose, ma non capiremo mai cos'è la vita. Non è facile perchè allo stesso tempo sentiamo una forte spinta a vivere. Non è facile accettare che la vita ci chiede solo di essere vissuta, mentre noi abbiamo bisogno di spiegazioni per reggere la vita, con le sue bellezze ma anche con i suoi problemi. Per questo nascono filosofie, religioni, modi di pensare, modi di interpretare: abbiamo bisogno di essere creativi, di essere dei "maghi". Tutto legittimo perchè si pesca nell'inconoscibile, nell'indimostrabile e quindi nella libertà di scelta. Ed è splendido quando, applicando quello che ogni giorno di più sappiamo dalla psicobiologia, aiutiamo le persone a cambiare, cambiare la loro vita nella direzione che desiderano, quella vita che non sappiamo cosa sia, e li vediamo diventare "maghi" della propria vita. Come è triste, ma semplicemente umano, accettare la nostra impotenza quando non ci riusciamo.
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